ATTO DI INDIRIZZO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA

LE PRIORITÀ POLITICHE PER L’ANNO 2025 E PER IL TRIENNIO 2025-2027

Con decreto del 26 gennaio 2025 il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha individuato le priorità politiche per l’anno 2025 e per il triennio 2025-2027, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Ne pubblichiamo una sintesi.

Le priorità definite nell’Atto di Indirizzo sono in coerenza con:

  • il programma di Governo e, nello specifico, con il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2024 e con il Piano Strutturale di Bilancio di medio termine 2025-2029, con il Piano nazionale integrato energia e clima
  • con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’ONU con l’Agenda 2030.
  • con gli impegni internazionali per il contrasto ai cambiamenti climatici.
  • con il “Kunming-Montrèal Global Biodiversity Framework” approvato a dicembre 2022 dalla COP 15 della CBD, che definisce il quadro decennale al 2030 delle azioni per arrestare ed invertire la perdita della biodiversità e garantire la salvaguardia e il ripristino degli ecosistemi terrestri e marini.
  • con il Green Deal europeo, la proposta “Fit for 55” e RePowerEU, incluse le misure per gli investimenti e la finanza sostenibile.
  • con gli impegni sull’Iniziativa Youth4Climate in partnership con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP).

Le priorità politiche

Le priorità politiche del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica sono le seguenti:

  1. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Piano nazionale integrato per l’energia e il Clima;
  2. Sicurezza energetica, decarbonizzazione, sostenibilità e prevenzione dell’inquinamento atmosferico;
  3. Economia circolare;
  4. Tutela della biodiversità e degli ecosistemi terrestri, costieri e marini: attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità, efficientamento della gestione della “Rete Natura 2000”, riforma e innovazione della governance e del sistema di gestione degli Enti parco nazionale e della Aree Marine protette e digitalizzazione dei Parchi e delle Aree Marine protette, prevenzione e mitigazione dell’inquinamento marino e riduzione degli impatti antropici sugli ecosistemi;
  5. Prevenzione e mitigazione del dissesto idrogeologico, difesa del suolo, tutela della risorsa idrica e risanamento ambientale;
  6. Azioni internazionali per la decarbonizzazione, la transizione energetica, ecologica e per lo sviluppo sostenibile;
  7. Efficienza amministrativa, transizione burocratica ed educazione.

Priorità politica n. 1

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Piano nazionale integrato per l’energia e il Clima

Il MASE è titolare di una parte rilevante delle attività del PNRR, in particolare della Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, con circa 31,470 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 2,244 miliardi di risorse del REPowerEU,  per un totale di circa 33,714 miliardi di euro.

Il MASE complessivamente  conta 49 misure (31 investimenti, 3 scale up, 15 riforme), e detiene anche la quota più importante di milestone e target europei del PNRR italiano, pari a 117 e distribuiti nel periodo di attuazione.

Il MASE è impegnato per le prossime scadenze (Milestone e Target) europee ed in tal senso darà seguito al cronoprogramma di riforme ed investimenti previsti.

In particolare si tratta di:

  • realizzazione di impianti per l’aumento della capacità produttiva di biometano,
  • completamento dei progetti relativi alla realizzazione di un sistema integrato di monitoraggio e previsione per l’individuazione di rischi idrogeologici,
  • conclusione degli interventi di ripristino e alla tutela dei fondali e degli habitat marini,
  • realizzazione dei progetti “faro” di economia circolare,
  • primi interventi in materia di fognatura e depurazione,
  • installazione delle infrastrutture di ricarica elettriche in superstrade e centri urbani già avviata nel 2023.

Infine, è previsto, entro il 31 dicembre 2025, il completamento della prima fase della misura dedicata alle comunità energetiche rinnovabili che prevede la concessione dei contributi in conto capitale per l’avvio delle iniziative.

Priorità politica n. 2

Sicurezza energetica, decarbonizzazione, sostenibilità e prevenzione dell’inquinamento atmosferico

Sicurezza energetica

Negli scorsi anni, in particolare dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, il Ministero ha fissato obiettivi importanti sulla diversificazione delle fonti energetiche e dei metodi di approvvigionamento, tenendo presente dell’importanza nel prossimo futuro del gas naturale come combustibile fossile più pulito.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento di gas e per accelerare l’indipendenza dall’import russo sono stati siglati accordi con vari Paesi, per oltre 10 mld di metri cubi, in particolare con l’Algeria, per il  potenziamento del TAP e la  realizzazione della Rete Adriatica.

E’ stata necessaria l’installazione di 2 nuovi terminali di rigassificazione, uno già operativo nel porto di Piombino da maggio 2023, che verrà dislocato nei prossimi anni in Liguria, e uno autorizzato a Ravenna, che dovrebbe entrare in esercizio nei primi mesi del 2025, oltre alla massimizzazione della capacità degli altri tre rigassificatori già operativi, (Panigaglia-La Spezia, Livorno e Porto Viro-Rovigo)

Per assicurare la sicurezza energetica del Paese, particolare attenzione sarà rivolta allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ivi incluso lo stoccaggio dell’energia, delle tecnologie di rete avanzate, dell’idrogeno rinnovabile e low-carbon, del biometano e dei combustibili e carburanti rinnovabili in generale, ivi inclusi gli e-fuels, nonché del nucleare e delle tecnologie per la cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2.

La strategia di diversificazione prevede anche il potenziamento delle infrastrutture di trasporto e di stoccaggio, nonché lo sviluppo dell’idrogeno rinnovabile.

In particolare la realizzazione di una infrastruttura per il trasporto dell’idrogeno, che, attraversando tutta l’Italia, da Mazara del Vallo a Tarvisio, porterà il vettore rinnovabile, importato dalla Tunisia e dall’Algeria, e prodotto dagli impianti nazionali dislocati lungo la penisola verso i potenziali centri di consumo in Italia, Austria e Germania (c.d. South H2 Corridor).

Nel mese di novembre 2024 il MASE ha approvato la Strategia nazionale dell’Idrogeno con l’obiettivo di avviare iniziative volte alla creazione di una filiera industriale, alla riduzione dei costi di produzione attraverso l’efficientamento delle prestazioni degli elettrolizzatori, soprattutto alla promozione dell’uso dell’idrogeno nei settori industriali cosiddetti hard to abate.

Il MASE inoltre sta spingendo per dare all’Italia un ruolo da protagonista nello sviluppo delle tecnologie per la fusione nucleare nell’ambito dell’impresa comune europea Fusion for Energy(F4E) per il Progetto internazionale ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) e del Programma comunitario Eurofusion, così come sarà rafforzato il presidio scientifico nel campo degli impianti nucleari di quarta generazione e dei reattori modulari SMR (Small ModularReactors).

L’obiettivo a medio e lungo termine è quello di partecipare a “sperimentazioni su soluzioni innovative” per “preparare la filiera nucleare italiana con l’impiego di tecnologie innovative”.

Le infrastrutture elettriche saranno fondamentali, per raggiungere anche prima del 2030 gli obiettivi del Green New Deal, lo sviluppo, il potenziamento e l’ammodernamento della rete di trasmissione nazionale, così da renderla pronta a sostenere la forte penetrazione di FER, obiettivo fondamentale per la transizione energetica.

Importante anche lo sviluppo di nuove interconnessioni elettriche tra il nostro sistema nazionale e i vicini paesi del Nord Africa e dei Balcani ed in particolare i progetti già in itinere  e previsti nel c.d. Piano Mattei, quale il collegamento con la Tunisia, già autorizzato e in fase di progettazione esecutiva, o con la Grecia, in fase di consultazione pubblica – preautorizzazione, ed i progetti ancora da sviluppare in sinergia con i Paesi interessati, quali l’interconnessione con l’Egitto, con l’Algeria o con l’Albania.

Decarbonizzazione

E’ indispensabile proseguire nei percorsi di riconversione delle raffinerie petrolifere in bioraffinerie, incentivando lo sviluppo dei nuovi biocarburanti, anche in purezza, che potranno dare un contributo fondamentale al processo di decarbonizzazione del settore dei trasporti.

Anche i biocarburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) saranno al centro dell’attenzione delle bioraffinerie nazionali per decarbonizzare il trasporto aereo.

In questo senso è fondamentale favorire lo sviluppo di processi di produzione di biocarburanti e low carbon fuels all’interno delle raffinerie esistenti, in risposta all’aumento della domanda di biocarburanti avanzati e in purezza e, in tale ottica occorre favorire la riconversione a bioraffinerie, partendo dalle raffinerie così dette “marginali”.

Il processo di decarbonizzazione dell’economia sarà sostenuto ed accelerato attraverso l’attuazione di quattro linee strategiche: Efficienza energetica, sviluppo Rinnovabili, Riduzione Emissioni e Ricerca ed Innovazione.

Inquinamento atmosferico

In materia di inquinamento atmosferico l’Italia è chiamata a continuare l’attuazione del Programma Nazionale per il Controllo delle Emissioni in Atmosfera (PNCIA), contenente interventi mirati al raggiungimento di precisi obblighi di riduzione delle emissionidiinquinantiatmosfericientroil2030.

Sarà necessario quindi dare nuovo impulso all’implementazione delle attività per il miglioramento della qualità dell’aria a supporto dell’azione regionale, in forza di azioni coerenti e sinergiche: l’incentivo dei progetti di iniziativa delle Regioni; la realizzazione delle azioni individuate nel Piano di azione nazionale; l’attività di recepimento della nuova direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria; le altre convergenti misure volte a migliorare il processo di assorbimento di CO2.

Priorità politica 3

Economia circolare

Il Ministero si è posto l’importante obiettivo di sostenere e tutelare il sistema del riciclo italiano che è un valore aggiunto della Strategia nazionale per l’economia circolare (SEC), la cui attuazione sarà fondamentale anche in relazione all’approvvigionamento di materia e alla decarbonizzazione.

Di particolare rilevanza è il tema delle Materie Prime Critiche (MPC), al fine di ridurre la dipendenza dall’estero ed individuare catene di approvvigionamento alternative a livello nazionale.

Fondamentale diventa il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e il successivo riutilizzo in agricoltura.  In questo senso occorre spingere per l’attuazione delle misure previste all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), del Programma nazionale per la gestione dei rifiuti (PNGR) e della Strategia nazionale per l’economia circolare (SEC).

Il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti (PNGR), vigilerà sui piani regionali per la gestione dei rifiuti, incentiverà la preparazione per il riutilizzo, le attività di riciclo e l’utilizzo delle materie prime secondarie, sostenendo economicamente i Comuni nel miglioramento dei processi di raccolta differenziata e della valorizzazione degli scarti.

Nell’ambito della Strategia per l’Economia Circolare verrà sviluppata una Strategia nazionale per la plastica, al fine di prevenire la dispersione delle plastiche, incentivare la raccolta delle varie frazioni, garantire il raggiungimento degli obiettivi europei di riciclo e favorire lo sviluppo tecnologico del riciclo meccanico e chimico delle plastiche. Verrà inoltre sostenuto lo sviluppo tecnologico della filiera della bioplastiche.

Saranno attuate le azioni previste nel Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ivi definiti, e con l’obiettivo di massimizzare la diffusione degli acquisti pubblici verdi (Green Public Procurement, GPP),rafforzando le competenze degli operatori della Pubblica Amministrazione.

Proseguirà l’attività di definizione del Piano di Azione Nazionale in materia di consumo e produzione sostenibili e verranno perfezionati gli strumenti di supporto allo sviluppo di filiere «circolari», attraverso la promozione di programmi e schemi di certificazione ministeriali quali il Programma di Valutazione dell’Impronta Ambientale e il Programma VIVA, nonché di sistemi di certificazione europei quali la Registrazione EMAS e il marchio Ecolabel UE.

Priorità politica n. 4

Tutela della biodiversità e degli ecosistemi terrestri, costieri e marini: attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità, efficientamento della gestione della “Rete Natura 2000”, riforma e innovazione della governance e del sistema di gestione degli Enti parco nazionale e della Aree Marine protette e digitalizzazione dei Parchi e delle Aree Marine protette, prevenzione e mitigazione dell’inquinamento marino e riduzione degli impatti antropici sugli ecosistemi.

L’obiettivo primario è costituito dall’attuazione di una profonda riforma e innovazione della governance e del sistema di gestione degli Enti parco nazionale e della Aree Marine protette.

Le aree protette costituiscono un elemento di sviluppo del nostro Paese, attraverso un patrimonio naturale enorme che copre una percentuale di circa il 22% del territorio nazionale terrestre, coinvolge tutte le regioni e una popolazione complessiva di oltre 10 milioni di cittadini residenti.

I Parchi nazionali italiani occupano una estensione di oltre sedicimila chilometri quadrati, circa il 6% della superficie nazionale e l’Italia è uno dei paesi con più parchi in Europa.

Occorre dare impulso all’attuazione degli obiettivi della Strategia Europea sulla Biodiversità per il 2030 e delle misure previste dalla Strategia per l’ambiente marino, con l’istituzione di ulteriori Enti Parco e di Aree Marine Protette, attraverso il reperimento delle risorse necessarie.

In ambito marino, un obiettivo fondamentale è quello fissato dall’investimento – M2C4 3.5 “Ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini” – che, tramite il progetto MER (Marine Ecosystem Restoration), mira a ripristinare e proteggere i fondali e gli habitat marini, contribuendo così alla conservazione della biodiversità e alla salute degli ecosistemi marini.

Ha rilievo anche l’investimento M3C2 1.1 denominato “Porti verdi”, che consentirà alle Autorità di Sistema Portuali, attraverso progetti integrati per interventi di efficientamento energetico con l’uso di energie rinnovabili e la riduzione dei consumi, di rendere le attività portuali sostenibili dal punto di vista ambientale e compatibili con i contesti urbani di collocazione.

È inoltre fondamentale continuare ad implementare i piani d’azione per le specie faunistiche, in particolare modo per quelle a rischio, rafforzare l’efficienza nell’attuazione della Rete Natura 2000.

Priorità politica n. 5

Prevenzione e mitigazione del dissesto idrogeologico, difesa del suolo, tutela della risorsa idrica e risanamento ambientale

Tra gli obiettivi fondamentali ci sono:

  • il completamento della cartografia geologica e geo-tematica del territorio nazionale, la realizzazione di un sistema di monitoraggio integrato avanzato del territorio che consentirà di rafforzare la capacità di previsione dei fenomeni di dissesto
  • completa attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici per realizzare un’organica politica nazionale di salvaguardia del territorio e di prevenzione dei rischi
  • approvare un quadro normativo stabile, di medio e lungo termine per le politiche e le misure climatiche: una legge per il clima.
  • attivare la programmazione triennale degli interventi contenuti nella pianificazione di bacino che discende dalle Direttive europee “Acqua” (2000/60/CE) e “Alluvioni” (2007/60/CE) per attuare una più efficace politica di mitigazione del rischio idrogeologico e di salvaguardia delle risorse
  • approvare una legge nazionale sul consumo di suolo in conformità agli obiettivi europei, che affermi i principi fondamentali di riuso, rigenerazione urbana e limitazione del consumo dello
  • tutelare e razionalizzare l’utilizzo delle risorse idriche attraverso:
  • le attività di prevenzione dell’inquinamento marino con l’attuazione dei decreti della c.d. legge “Salva Mare”;
  • spingere sull’uso della tecnologia della dissalazione dell’acqua marina;
  • attuare le misure per il riutilizzo delle acque reflue; 
  • rafforzare il processo di industrializzazione dei servizi idrici integrati e potenziare la manutenzione straordinaria delle infrastrutture di derivazione, stoccaggio e fornitura idrica primaria.
  • perseguire il processo organizzativo e di riforma del settore delle bonifiche con l’obiettivo di garantire non solo la tutela ambientale e sanitaria, ma anche la circolarità delle risorse del suolo e delle acque di falda ma anche per accelerare i procedimenti di bonifica dei Siti di Interesse Nazionale.
  • proseguire nelle azioni intraprese per dare impulso agli interventi in materia di smaltimento e rimozione dell’amianto.

Priorità politica n. 6

Azioni internazionali per decarbonizzazione, la transizione energetica, ecologica e per lo sviluppo sostenibile

Il Ministero, in raccordo con la Presidenza del Consiglio e le altre amministrazioni interessate, promuoverà un approccio integrato per l’implementazione degli impegni assunti dai Ministri di Clima, Energia e Ambiente dei paesi G7, durante la Presidenza italiana G7 nel 2024.

In particolare si tratta delle seguenti attività:

  • implementazione degli esiti della COP 28 di Dubai nell’ambito della decisione sul bilancio globale (Global stocktake) in tema di sicurezza energetica; accelerazione della net-zero Agenda e supporto ai paesi più vulnerabili nei loro sforzi di adattamento al cambiamento climatico. In tal senso si promuoverà l’uso razionale delle risorse del Fondo Italiano per il Clima, in coerenza con la strategia del Piano Mattei per l’Africa.
  • adozione del nuovo strumento internazionale (Global Plastic Agreement, GPA) per la lotta all’inquinamento da plastica incluso nell’ambiente
  • attuazione dell’Agenda 2030 a livello internazionale, europeo, nazionale e territoriale attraverso l’avvio del processo di elaborazione della Voluntary National Review, che l’Italia presenterà alle Nazioni Unite nel luglio 2026 con il più ampio coinvolgimento degli attori istituzionali e non statali.
  • prosieguo delle iniziative avviate in collaborazione con le organizzazioni internazionali sui temi dell’uso efficiente delle risorse e dell’economia circolare, della finanza verde, dell’acqua, del contrasto al degrado del suolo, della biodiversità.
  • rappresentare le istanze e le politiche nazionali nei principali contesti multilaterali globali, quali il G7, il G20 e, per quanto concerne i temi dell’energia, la
  • promuovere le linee di azione intraprese dall’Italia per favorire una transizione energetica basata sul ruolo chiave della neutralità tecnologica, anche promuovendo iniziative internazionali dedicate ai settori di interesse strategico come quello dei carburanti
  • favorire l’implementazione di iniziative quali Just Energy Transition Partnership, Africa Europe Green Energy Initiative, Energy for Growth in Africa e al Processo di
  • favorire l’implementazione di progetti settoriali di interesse strategico, tra cui quelli relativi all’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni previsto in ambito South2HCorridor tra Nord Africa, Italia, Austria e Germania.

Priorità politica n. 7

Efficienza amministrativa, transizione burocratica ed educazione ambientale

Nell’ambito di questa priorità, il Ministero sarà impegnato nelle seguenti attività:

  • proseguire nella sfida di mettere in campo strumenti idonei a garantire il raggiungimento dell’attuazione del PNRR : rafforzamento della struttura burocratica, accelerazione del processo di digitalizzazione, di semplificazione e riduzione degli oneri
  • proseguire nelle attività di digitalizzazione gli uffici, oltre che della rete dei parchi e delle principali attività di monitoraggio del territorio, per migliorare la prevenzione e la sicurezza del territorio, integrando tutte le tecnologie
  • avviare azioni volte a garantire la crescita professionale del personale.
  • rafforzare e consolidare la collaborazione con Enti quali ISPRA ed ENEA, nonché la vigilanza delle società controllate.
  • promuovere l’educazione ambientale, anche in sinergia con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e gli altri Dicasteri.