MIMIT: 140 MILIONI DI EURO PER INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE DIGITALI
PRIORITÀ ALLE TECNOLOGIE STRATEGICHE
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy destina 140,2 milioni di euro al rafforzamento della capacità tecnologica e innovativa dell’Italia e allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi digitali. Le risorse sono state assegnate con decreto ministeriale del 22 luglio 2026, firmato dal ministro Adolfo Urso, e sono a valere sul Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020, nell’ambito dell’Area tematica 02 “Digitalizzazione”.
Il nuovo stanziamento concentra le risorse su alcuni degli ambiti considerati strategici per la competitività industriale e tecnologica del Paese: ricerca e sviluppo, tecnologie quantistiche, bio-elettronica, radiofarmaci, farmaceutica avanzata, comunicazioni elettroniche, gestione dello spettro radioelettrico, infrastrutture digitali e sistemi di emergenza.
La ripartizione dei 140,2 milioni
La dotazione complessiva di 140,2 milioni di euro può essere ricondotta a cinque principali linee di intervento:
- 87,7 milioni di euro per gli Accordi per l’innovazione;
- 30 milioni di euro per ricerca industriale e sviluppo sperimentale in tecnologie strategiche;
- 17,5 milioni di euro, disponibili a partire dal 2027, per comunicazioni elettroniche e gestione dello spettro radioelettrico;
- 3,2 milioni di euro per il Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI);
- 1,8 milioni di euro per il Numero Unico Europeo 112 (NUE 112) e le attività collegate al Next Generation eCall.
La somma delle singole voci raggiunge 140,2 milioni di euro. In termini percentuali, circa il 62,6% delle risorse è concentrato sugli Accordi per l’innovazione, il 21,4% sulle tecnologie quantistiche e biomedicali, il 12,5% sulle comunicazioni elettroniche e sullo spettro radioelettrico, mentre il restante 3,6% riguarda SINFI e NUE 112.
Quasi 88 milioni per gli Accordi per l’innovazione
La quota più consistente, pari a 87,7 milioni di euro è destinata agli Accordi per l’innovazione. Le risorse servono a completare l’iter delle domande già ammesse alla fase istruttoria nell’ambito dello sportello previsto dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025.
Gli Accordi per l’innovazione sostengono progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi e servizi oppure al miglioramento significativo di quelli esistenti. Possono accedere alla misura imprese di diverse dimensioni, imprese artigiane, centri di ricerca e, per specifiche aree, imprese di servizi. I progetti possono essere presentati anche in collaborazione con organismi di ricerca, fino a un massimo di cinque soggetti co-proponenti.
Il nuovo finanziamento si inserisce in un quadro più ampio. Con il decreto ministeriale del 4 settembre 2025 e il successivo decreto del 1° aprile 2026, erano già state rese disponibili risorse complessive pari a oltre 1,08 miliardi di euro per gli interventi previsti dalla misura.
Il percorso degli Accordi per l’innovazione ha inoltre previsto la formazione delle graduatorie: il 6 marzo 2026 sono state approvate le graduatorie di accesso alla fase istruttoria e il 13 maggio 2026 è stato successivamente aggiornato il quadro delle iniziative ammesse a seguito dell’incremento delle risorse.
30 milioni per quantum, bio-elettronica e farmaceutica avanzata
Altri 30 milioni di euro sono destinati a interventi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori delle tecnologie quantistiche, della bio-elettronica, dei radiofarmaci e della farmaceutica avanzata.
L’obiettivo è sostenere attività ad alto contenuto tecnologico e favorire lo sviluppo di competenze e soluzioni innovative in comparti caratterizzati da una forte componente di ricerca.
Una parte delle risorse potrà inoltre essere utilizzata per iniziative collegate alle tecnologie quantistiche e per sostenere la partecipazione italiana a bandi congiunti europei e internazionali. In questo modo, il finanziamento nazionale viene collegato anche alla capacità delle imprese e dei centri di ricerca italiani di inserirsi in programmi di cooperazione sovranazionale.
Le tecnologie quantistiche rappresentano infatti un settore trasversale che interessa, tra gli altri ambiti, capacità di calcolo, sensoristica, comunicazioni e sicurezza informatica. L’inserimento di queste tecnologie tra le aree sostenute dal provvedimento si affianca alle altre filiere strategiche già individuate dal MIMIT nell’ambito degli strumenti di ricerca e sviluppo.
17,5 milioni per comunicazioni elettroniche e spettro radio
A partire dal 2027 sono previsti ulteriori 17,5 milioni di euro per programmi strategici nel settore delle comunicazioni elettroniche e della gestione dello spettro radioelettrico.
La dotazione è suddivisa in tre interventi:
- 5 milioni di euro per attività finalizzate alla risoluzione delle interferenze transfrontaliere;
- 5 milioni di euro per la sperimentazione di sistemi Wireless Broadband destinati all’automazione evoluta dei data center nazionali;
- 7,5 milioni di euro per lo sviluppo e la sperimentazione di un modello nazionale di gestione del patrimonio delle frequenze.
Il capitolo relativo allo spettro radioelettrico riguarda quindi sia problematiche di coordinamento delle frequenze sia attività sperimentali legate alle infrastrutture digitali di nuova generazione.
In particolare, la sperimentazione Wireless Broadband nei data center punta a verificare soluzioni di connettività wireless utilizzabili nell’automazione avanzata di queste infrastrutture. Il terzo intervento, invece, è rivolto alla costruzione di un modello nazionale per una gestione più strutturata del patrimonio frequenziale.
Il ruolo strategico dei data center
La presenza dei data center tra gli ambiti interessati dal provvedimento riflette la crescente importanza delle infrastrutture di elaborazione e conservazione dei dati per l’economia digitale.
Data center, cloud computing, intelligenza artificiale e servizi digitali richiedono infatti infrastrutture caratterizzate da elevata capacità di calcolo, connettività affidabile e continuità operativa. Il finanziamento della sperimentazione Wireless Broadband si inserisce in questo scenario, con l’obiettivo di verificare nuove soluzioni tecnologiche applicabili all’automazione evoluta.
3,2 milioni per mappare infrastrutture e cavi sottomarini
Una quota di 3,2 milioni di euro è destinata al Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI).
Le risorse serviranno ad ampliare le funzionalità del sistema dedicate alla mappatura, al monitoraggio e alla gestione delle informazioni sulle infrastrutture sottomarine e sui cavi subacquei.
La disponibilità di informazioni aggiornate sulle infrastrutture rappresenta un elemento importante per la pianificazione, il monitoraggio e la gestione delle reti. L’estensione delle funzionalità del SINFI consentirà di migliorare anche la conoscenza del patrimonio infrastrutturale sottomarino, che costituisce una componente essenziale delle reti di comunicazione internazionali.
1,8 milioni per il Numero Unico Europeo 112
Il provvedimento assegna inoltre 1,8 milioni di euro alle attività connesse al Numero Unico Europeo 112, con particolare riferimento al servizio Next Generation eCall.
Il sistema eCall permette a un veicolo coinvolto in un incidente grave di effettuare automaticamente una chiamata al 112, trasmettendo agli operatori informazioni essenziali sull’emergenza, tra cui la posizione del veicolo.
La tecnologia è pensata per ridurre i tempi necessari alla localizzazione del mezzo e alla gestione dell’intervento, soprattutto nei casi in cui gli occupanti non siano in grado di effettuare autonomamente la chiamata.
Un pacchetto che integra ricerca, industria e infrastrutture digitali
Nel complesso, i 140,2 milioni di euro delineano un intervento articolato su più livelli: da una parte il sostegno diretto alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale, dall’altra il rafforzamento delle infrastrutture digitali e delle comunicazioni elettroniche.
La parte prevalente dello stanziamento è destinata agli strumenti per l’innovazione delle imprese, con 87,7 milioni di euro per gli Accordi per l’innovazione e 30 milioni per tecnologie considerate strategiche. Una seconda componente riguarda invece le infrastrutture abilitanti: spettro radio, data center, cavi sottomarini, sistemi di mappatura e servizi di emergenza.
Il provvedimento del MIMIT si inserisce così nel più ampio quadro delle politiche nazionali di sostegno alla ricerca e all’innovazione e utilizza risorse dell’Area tematica “Digitalizzazione” del Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020.
I numeri principali
| Intervento | Risorse |
| Accordi per l’innovazione | 87,7 milioni € |
| Tecnologie quantistiche, bio-elettronica, radiofarmaci e farmaceutica avanzata | 30 milioni € |
| Comunicazioni elettroniche e spettro radioelettrico | 17,5 milioni € |
| SINFI e infrastrutture sottomarine | 3,2 milioni € |
| NUE 112 e Next Generation eCall | 1,8 milioni € |
| Totale | 140,2 milioni € |
Il nuovo stanziamento porta quindi l’attenzione contemporaneamente sulla capacità innovativa delle imprese, sulle tecnologie emergenti e sulle infrastrutture necessarie per sostenere la trasformazione digitale del sistema produttivo e dei servizi.