NUOVE IMPRESE A TASSO ZERO, ARRIVANO ALTRI 59 MILIONI DI EURO

CHI PUÒ OTTENERE I FINANZIAMENTI E COME PRESENTARE DOMANDA

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rifinanzia l’incentivo ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero per sostenere l’imprenditoria giovanile e femminile. Agevolazioni per investimenti fino a 3 milioni di euro, copertura fino al 90% delle spese e finanziamenti da restituire in dieci anni.

Ecco requisiti, settori ammessi, spese finanziabili e procedure per accedere alla misura.

Nuove risorse per sostenere la nascita e la crescita delle imprese guidate da giovani e donne.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato il 12 ottobre 2026 il rifinanziamento di ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, con uno stanziamento aggiuntivo di 59 milioni di euro.
L’intervento punta a rafforzare uno degli strumenti nazionali per l’autoimprenditorialità, destinato a chi intende avviare una nuova attività oppure sviluppare un’impresa già costituita da non più di cinque anni.
La misura, gestita da Invitalia per conto del Ministero, opera su tutto il territorio nazionale e interessa numerosi comparti economici: dall’industria all’artigianato, dai servizi al commercio, fino al turismo.
Il nuovo stanziamento assume particolare rilevanza in un contesto caratterizzato da una crescita delle richieste di agevolazione. Secondo i dati comunicati dal MIMIT, nel corso del 2026 le domande sono aumentate di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una media di circa 380 richieste mensili.

Un rifinanziamento da 59 milioni 

Le nuove risorse sono state assegnate attraverso un decreto ministeriale del 16 giugno 2026, il cui rifinanziamento è stato reso noto dal Ministero il 12 ottobre.
I 59 milioni provengono dal Fondo per la crescita sostenibile, attraverso disponibilità derivanti dalle risorse restituite da SIMEST nell’ambito del Fondo rotativo 394/81.
L’obiettivo è sostenere ulteriori iniziative imprenditoriali e rispondere all’aumento delle richieste registrato durante l’anno.
Il provvedimento, tuttavia, non introduce un nuovo incentivo: rafforza una misura già operativa, mantenendone l’impostazione generale, basata sulla valutazione dei progetti imprenditoriali e sulla concessione di finanziamenti a condizioni agevolate.

Occorre inoltre distinguere il rifinanziamento dalla disponibilità dei contributi a fondo perduto. Invitalia ha comunicato il 30 giugno 2026 l’esaurimento delle risorse destinate a questa componente dell’incentivo. Per le domande presentate dal 1° luglio 2026, l’agevolazione viene pertanto concessa esclusivamente sotto forma di finanziamento agevolato.
Il nuovo stanziamento non costituisce, sulla base delle informazioni ufficiali disponibili al 19 ottobre, una conferma del ripristino della componente a fondo perduto.

Chi può accedere: giovani tra 18 e 35 anni e donne di qualsiasi età

ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero si rivolge alle micro e piccole imprese costituite in forma societaria da non più di 60 mesi, nonché ai gruppi di persone fisiche che intendono costituire una nuova società.
Il requisito fondamentale riguarda la composizione della compagine societaria.
Per ottenere le agevolazioni, oltre la metà dei soci e oltre la metà delle quote di partecipazione devono essere riconducibili a giovani di età compresa tra 18 e 35 anni oppure a donne di qualsiasi età.
I due requisiti devono essere rispettati contemporaneamente: non è sufficiente che i soggetti ammissibili detengano la maggioranza del capitale, se non rappresentano anche la maggioranza numerica dei soci.
L’agevolazione è accessibile anche a chi non ha ancora costituito l’impresa. In questo caso, dopo l’eventuale ammissione al finanziamento, i proponenti devono dimostrare l’avvenuta costituzione della società entro 45 giorni dalla comunicazione di ammissione.

Quali attività possono essere finanziate

La misura riguarda un ampio insieme di attività economiche, con l’obiettivo di sostenere sia nuove iniziative imprenditoriali sia programmi di ampliamento e trasformazione di imprese esistenti.
Tra gli ambiti interessati figurano la produzione di beni nei settori industriali e artigianali, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il commercio e le attività turistiche.
Le opportunità possono quindi interessare, ad esempio, un laboratorio artigianale che intende acquistare attrezzature, un’impresa di servizi che vuole introdurre nuove tecnologie, un’attività commerciale che programma investimenti per l’apertura o lo sviluppo di un punto vendita oppure una società turistica che desidera ampliare la propria offerta.
Non tutti i settori sono comunque ammessi. Restano escluse le attività individuate dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato, tra cui la produzione agricola primaria, la pesca, l’acquacoltura e alcuni specifici comparti.
Per ogni iniziativa è necessario verificare preventivamente l’ammissibilità dell’attività e la coerenza delle spese previste con le disposizioni dell’incentivo.

Quanto si può ottenere: progetti fino a 1,5 o 3 milioni di euro

L’importo massimo del programma di investimento dipende dall’età dell’impresa.
Per le società da costituire o costituite da non più di 36 mesi sono ammissibili programmi di spesa fino a 1,5 milioni di euro.
Per le società costituite da più di 36 mesi e da non oltre 60 mesi, il limite sale a 3 milioni di euro.
In entrambi i casi, le agevolazioni possono arrivare a coprire fino al 90% delle spese ammissibili, secondo le condizioni previste dalla normativa e l’esito della valutazione.
Si tratta di una percentuale massima di copertura, non di un contributo automaticamente riconosciuto a tutti i proponenti.
L’impresa deve quindi prevedere anche le risorse necessarie a finanziare la parte non agevolata dell’investimento e a sostenere gli eventuali costi non ammissibili.

Il finanziamento agevolato prevede un tasso di interesse pari a zero e una durata di rimborso di dieci anni.
Questo consente alle imprese beneficiarie di programmare investimenti rilevanti senza sostenere gli interessi che normalmente accompagnano un finanziamento bancario, pur mantenendo l’obbligo di restituire le somme ricevute.

Spese ammissibili per le imprese più giovani

Per i programmi presentati da società costituende o costituite da non più di 36 mesi, le spese agevolabili possono comprendere diverse categorie di investimento.
Rientrano tra queste l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, i programmi informatici, i servizi legati alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, i brevetti e le relative licenze d’uso.
Sono inoltre ammesse opere murarie e assimilate entro il limite del 30% dell’investimento ammissibile e consulenze specialistiche entro il limite del 5%.
La misura contempla anche determinati oneri connessi alla costituzione della società e alla stipula del contratto di finanziamento.
Per le imprese più giovani è inoltre prevista, nell’impianto ordinario dell’incentivo, la possibilità di finanziare esigenze di capitale circolante entro il 20% delle spese di investimento ritenute ammissibili.
Questa componente può riguardare, nei limiti della disciplina applicabile, materie prime, semilavorati, materiali di consumo, merci e alcuni servizi necessari allo svolgimento dell’attività.
La possibilità di includere il capitale circolante può risultare particolarmente utile nella fase di avvio, quando l’impresa deve sostenere non soltanto i costi per gli investimenti, ma anche quelli necessari a rendere operativa l’attività.

Investimenti fino a 3 milioni per le imprese già avviate

Per le imprese costituite da più di 36 mesi e da non oltre 60 mesi, ON sostiene programmi di investimento più strutturati.
Gli interventi possono riguardare l’ampliamento di un’attività esistente, la diversificazione della produzione attraverso nuovi prodotti oppure la trasformazione radicale dei processi produttivi.
Tra le spese ammissibili figurano macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici, servizi ICT, brevetti, licenze e marchi.
Sono previste anche opere murarie e assimilate, entro il limite del 30% dell’investimento ammissibile.
Per le imprese operanti nel turismo può essere ammesso anche l’acquisto di immobili, fino al limite del 40% dell’investimento agevolabile, secondo le condizioni della misura.
A differenza delle imprese costituite da non più di 36 mesi, per quelle appartenenti alla fascia tra 36 e 60 mesi non è prevista la componente relativa al capitale circolante.
I programmi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e completati entro i termini stabiliti nel provvedimento di ammissione, comunque non oltre 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Fondo perduto: cosa cambia per chi presenta domanda nel 2026

Uno degli aspetti più importanti riguarda la composizione delle agevolazioni.
L’impianto ordinario di ON contempla un sistema misto, nel quale il finanziamento a tasso zero può essere affiancato da una componente a fondo perduto.
Per le imprese costituite da non più di 36 mesi, il contributo a fondo perduto è disciplinato entro il limite massimo del 20% di alcune categorie di spesa, tra cui macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici e brevetti.
Per le imprese costituite da più di 36 mesi e da non oltre 60 mesi, la percentuale massima ordinariamente prevista scende al 15% per le medesime categorie.

Ma questa struttura teorica non coincide con la situazione attuale dello sportello.

Invitalia ha infatti chiarito che, a causa dell’esaurimento delle risorse destinate ai contributi a fondo perduto, per le domande presentate dal 1° luglio 2026 viene concesso soltanto il finanziamento agevolato.
La nuova assegnazione di 59 milioni di euro è quindi una notizia positiva per la continuità operativa della misura, ma non deve essere presentata come una riapertura già confermata dei contributi a fondo perduto.
Per le imprese interessate è essenziale valutare il piano finanziario considerando l’effettiva forma di agevolazione disponibile al momento della domanda.

Come presentare la domanda a Invitalia

Le domande vengono presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia.
ON è una misura a sportello: non prevede una graduatoria periodica e le richieste vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino alla disponibilità delle risorse.
Non è quindi prevista una scadenza unica di bando, ma la possibilità di inoltrare le richieste durante il periodo di operatività dello sportello.

Per accedere alla procedura è necessario utilizzare gli strumenti di identificazione digitale previsti dalla piattaforma e predisporre la documentazione richiesta, compreso il piano d’impresa.

Il progetto deve descrivere in maniera chiara l’attività proposta, gli investimenti da realizzare, il mercato di riferimento, l’organizzazione aziendale e le prospettive economico-finanziarie.
Una particolare attenzione deve essere riservata alla sostenibilità dell’iniziativa: il finanziamento a tasso zero rappresenta infatti un debito da rimborsare e l’impresa deve dimostrare la capacità di gestirlo attraverso la propria attività.
La valutazione di Invitalia non si limita al controllo dei requisiti formali, ma riguarda anche la validità e la fattibilità della proposta imprenditoriale.

Perché il business plan è decisivo

La disponibilità di nuovi fondi non comporta l’approvazione automatica delle richieste.

Chi intende candidarsi deve predisporre un progetto credibile, con obiettivi definiti, investimenti coerenti e previsioni economiche sostenibili.
Un business plan efficace deve chiarire quale prodotto o servizio verrà offerto, a quali clienti si rivolgerà, come l’impresa intende raggiungere il mercato e con quali risorse organizzerà l’attività.
Occorre inoltre documentare le principali voci di spesa e la loro effettiva necessità rispetto agli obiettivi imprenditoriali.
Per un’impresa di nuova costituzione, ad esempio, acquistare macchinari o attrezzature non è sufficiente a dimostrare la sostenibilità del progetto. È necessario spiegare come tali investimenti contribuiranno alla produzione, alla vendita e alla generazione dei ricavi necessari a sostenere l’attività.
Lo stesso principio vale per le aziende già costituite che intendono ampliare la produzione o introdurre nuovi servizi.

Per maggiori dettagli:

  1. MIMIT – Comunicato del 12 ottobre 2026: rifinanziamento da 59 milioni.
  2. Invitalia – Scheda ufficiale ON.