HORIZON EUROPE: APERTO IL BANDO DEL CLUSTER 5 SU CLIMA, ENERGIA E MOBILITA’
131,5 MILIONI DI EURO PER 5 TOPIC TRA CUI INTELLIGENZA ARTIFICIALE APPLICATA AL SISTEMA ENERGETICO
La Commissione europea ha aperto il nuovo bando HORIZON-CL5-2026-11 nell’ambito del Programma di Lavoro 2026-2027 di Horizon Europe – Cluster 5 “Climate, Energy and Mobility”, destination “Sustainable, secure and competitive energy supply”.
Le candidature sono aperte dal 4 agosto e scadono il 1° dicembre 2026 (ore 17:00 di Bruxelles).
Il bando finanzia 5 topic strategici focalizzati su progetti finalizzati ad accelerare l’innovazione nelle energie rinnovabili, nella bioenergia, nel fotovoltaico, nella geotermia e nella digitalizzazione del sistema energetico, contribuendo allo sviluppo di tecnologie in grado di rafforzare la sicurezza, la sostenibilità e la competitività dell’approvvigionamento energetico europeo.
- HORIZON-CL5-2026-11-D3-04: Riduzione dei rischi delle tecnologie per i combustibili rinnovabili attraverso l’approvvigionamento transnazionale pre-commerciale delle catene del valore industriali dei combustibili rinnovabili (PCP) – 40 milioni di euro;
- HORIZON-CL5-2026-11-D3-05: Dimostrazione di bioenergia sostenibile per calore, elettricità e biocarburanti avanzati (IA) – 13,5 milioni di euro;
- HORIZON-CL5-2026-11-D3-06: Valutazione delle risorse per giacimenti sedimentari profondi e basamenti (RIA) – 18 milioni di euro;
- HORIZON-CL5-2026-11-D3-14: Miglioramento della progettazione di sistemi per applicazioni fotovoltaiche innovative (Partenariato EUPI-PV) (IA) – 30 milioni di euro;
- HORIZON-CL5-2026-11-D3-23: Condivisione dei dati a supporto della formazione e dello sviluppo di modelli di base di intelligenza artificiale nel settore energetico (IA) – 30 milioni di euro.
Destinatari
- Possono partecipare università, centri di ricerca, grandi imprese, PMI ed enti pubblici.
- È richiesto solitamente il formato di progetto collaborativo in consorzio, con almeno tre soggetti indipendenti di tre diversi Stati membri o paesi associati.
- Le domande vanno presentate in modalità single-stage attraverso il portale europeo.
Gli obiettivi da raggiungere riguardano:
- La dimostrazione di catene del valore regionali per l’utilizzo di biocarburanti solidi sostenibili ed economici, provenienti da fonti locali e regionali, ottenuti da residui e scarti biogenici riqualificati, in conformità con le disposizioni della Direttiva sulle energie rinnovabili, in impianti di cogenerazione ad alta efficienza, crea opportunità per le piccole e medie imprese, genera valore a livello regionale, promuove la conoscenza europea e accresce la competitività internazionale del settore.
- Fornire energia elettrica e termica flessibile da fonti rinnovabili alle industrie locali per i loro processi e consentire un’elevata penetrazione delle energie rinnovabili nel sistema energetico garantendo una capacità di carico di base sostenibile da bioenergia.
- Fornire soluzioni replicabili, in cui gli attori della bioeconomia possano beneficiare delle conoscenze generate per lo sviluppo delle proprie strategie in linea con gli obiettivi di politica energetica e ambientale e che possano contribuire all’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’UE e dell’Ucraina dai combustibili fossili e di aumentare la sicurezza energetica.
- Le autorità di regolamentazione e di rilascio dei permessi, così come gli investitori e i principali attori della catena del valore, sono nella posizione migliore per valutare gli aspetti socio-economici e ambientali della catena del valore, in particolare per quanto riguarda la circolarità, la resilienza industriale, la biodiversità e il carbonio nel suolo.
Le proposte dovranno coprire scenari a lungo termine per il funzionamento a carico di base all’interno della rete del sistema energetico, garantendo la sostenibilità socio-economica e ambientale e, in particolare, escludendo impatti negativi su altre filiere regionali di bioeconomia e usi della biomassa, in linea con le disposizioni della Direttiva sulle energie rinnovabili (anche sull’uso a cascata), sulla biodiversità, sul bilancio idrico, sulla qualità dell’aria e sulle riserve di carbonio nel suolo, nonché su altri settori della bioeconomia, che dovranno essere valutati mediante un’analisi completa del ciclo di vita. A tal fine, l’estrazione dei residui dovrà rispettare le soglie di ritenzione definite a livello locale per l’estrazione del legno morto ed escludere impatti negativi sulla qualità del suolo e sul carbonio nel suolo.
Al fine di minimizzare le possibili interferenze con gli ecosistemi locali, si prevede che i combustibili da biomassa derivati da residui e scarti costituiscano la principale materia prima per gli impianti di cogenerazione ad alta efficienza. Si prevede che i combustibili da biomassa vengano prodotti utilizzando tecnologie innovative di pretrattamento e valorizzazione e attraverso l’adozione di filiere avanzate, a partire da una miscela di residui e scarti, escludendo impatti negativi non solo a livello generale, ma anche in ogni singola località di raccolta. Ciò comporta specifiche sfide operative, economiche, logistiche e di catena di approvvigionamento da affrontare. Le proposte dovrebbero prevedere almeno una dimostrazione regionale della catena del valore, che includa l’utilizzo di biocombustibili solidi di qualità verificata e la conseguente riduzione delle emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici in un impianto di cogenerazione ad alta efficienza operativo. Le proposte dovrebbero garantire un adeguato coinvolgimento dei fornitori di materie prime (ad esempio agricoltori, silvicoltori, comuni) per rafforzare la loro posizione nelle filiere del valore rilevanti per questo tema.
Le proposte dovranno dimostrare come realizzare in futuro impianti di cogenerazione efficienti, economicamente vantaggiosi, robusti, resilienti e a basso impatto ambientale (compresi interventi di ammodernamento ed esclusione della cogenerazione con combustibili fossili) in un contesto industriale locale.
I piani per lo sfruttamento e la diffusione dei risultati relativi alle proposte presentate nell’ambito di questa tematica dovranno includere un solido business case e una strategia di sfruttamento efficace. A tal fine, si dovrebbe prevedere la collaborazione con reti appropriate, come ad esempio i cluster della bioenergia, al fine di evitare lo sviluppo di soluzioni eccessivamente specifiche per il sito e di migliorarne la replicabilità. I piani di sfruttamento dovranno includere piani preliminari per la scalabilità, la commercializzazione e l’implementazione (studio di fattibilità, business plan), indicando le possibili fonti di finanziamento potenzialmente utilizzabili (in particolare il Fondo per l’Innovazione). Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla stima del potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici; i progetti saranno incoraggiati a utilizzare la metodologia del Fondo per l’Innovazione. I progetti dovranno includere almeno un business case economico locale rilevante, che delinei le catene del valore e di approvvigionamento locali e il numero previsto di posti di lavoro locali, compreso l’intero ecosistema industriale nel luogo di implementazione. I progetti saranno incoraggiati a sostenere la ricostruzione dell’Ucraina, coprendo le catene del valore regionali in Ucraina e/o i beneficiari ucraini.
Questo tema richiede il contributo efficace delle discipline SSH e il coinvolgimento di esperti e istituzioni SSH, nonché l’inclusione di competenze SSH pertinenti. La ricerca SSH dovrebbe concentrarsi in particolare su come potenziare le sinergie per raggiungere l’obiettivo del tema in termini di sostenibilità socioeconomica. Un approccio intersezionale e sensibile alle questioni di genere può contribuire allo sviluppo di soluzioni inclusive nell’approvvigionamento di biocarburanti solidi e nella cogenerazione, individuando esigenze specifiche, sviluppando soluzioni che rispondano a tali esigenze e monitorandone l’impatto su diversi gruppi.
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