IMPRESE : NOVITA’ IMPORTANTI DAL MILLE PROROGHE

ASSICURAZIONI OBBLIGATORIE CONTRO LE AVVERSITA’ CLIMATICHE E NATURALI

Premessa

Da anni ormai si discute della necessità di trovare una soluzione finanziaria al problema delle catastrofi ambientali.

Per molto tempo lo Stato e le Istituzioni locali si sono fatti carico, anche se sempre in modo insufficiente, delle risorse necessarie sempre più crescenti per far fronte ai disastri ed ai danni provocati a persone e cose da eventi meteoclimatici violenti e distruttivi.

Sin dai tempi antichi si  è discusso della eventualità di attivare delle assicurazioni contro eventi atmosferici.

Le prime vere assicurazioni moderne iniziarono a prendere forma nel tardo Rinascimento, quando le assicurazioni marittime diventarono comuni. I mercanti, soprattutto a Venezia e in altre città commerciali, si organizzavano per proteggere le proprie merci da eventi come tempeste o naufragi. Queste prime polizze non erano direttamente legate alle abitazioni, ma rappresentano i primi esempi di assicurazione contro eventi atmosferici.

Nei secoli successivi con la nascita delle compagnie di assicurazione moderne, specialmente a Londra, le polizze cominciarono a coprire rischi diversi, tra cui danni causati da incendi o eventi atmosferici.

Per arrivare ai nostri giorni e al forte incremento dei fenomeni estremi legati al cambiamento climatico, in cui l’assicurazione contro eventi atmosferici ha assunto una nuova rilevanza. Le compagnie assicurative hanno dovuto adattarsi a nuovi rischi, e si è cominciato a parlare di polizze per “disastri naturali” o “catastrofici”, che coprono eventi climatici di grande impatto come uragani, tornado, alluvioni o incendi boschivi. L’industria assicurativa ha cominciato anche a sviluppare strumenti per misurare il rischio e la resilienza, mentre in molte zone la domanda di copertura è aumentata drasticamente a causa dell’intensificarsi degli eventi estremi.

L’aumento costante degli eventi atmosferici ha fatto crescere il rischio per le abitazioni e le persone, creando una maggiore domanda di polizze assicurative ma nel contempo ha reso l’assicurazione più costosa per i cittadini, soprattutto in zone ad alto rischio.

Spesso le polizze assicurative escludono determinati tipi di danni derivanti da eventi catastrofici, o comunque applicano limitazioni riguardanti il rimborso.

Non tutte le famiglie riescono ad avere accesso a polizze assicurative che, nel caso di zone ad altro rischio, possono essere particolarmente onerose e le previsioni sui rischi futuri diventano più incerte. In questo contesto, le compagnie assicurative potrebbero avere difficoltà a stimare i rischi legati ai fenomeni atmosferici, aumentando l’incertezza e il costo delle polizze.

Le novità legislative

Il governo italiano ha fatto dei passi avanti notevoli nella previsione dell’obbligo di sottoscrivere polizze di assicurazione contro i cosiddetti danni “climatici”.

In particolare il decreto Milleproroghe (Decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202) approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati lo scorso 20 febbraio contiene alcune importanti norme in questa direzione.

Il decreto, convertito nella legge 21 febbraio 2025, n. 15, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2025, all’articolo 13 ha prorogato al 31 marzo 2025 l’obbligo per  le imprese italiane a stipulare l’assicurazione obbligatoria contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali.

L’obbligo di stipulare una specifica copertura assicurativa è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) con l’obiettivo di tutelare il tessuto produttivo nazionale dai rischi derivanti da eventi catastrofali.

Legge di Bilancio 2024 e assicurazioni per le imprese

L’articolo 1, commi da 101 a 111, della Legge di Bilancio 2024 ha introdotto l’obbligo per le imprese di stipulare una polizza assicurativa a copertura dei danni ai beni immobili, impianti e macchinari causati da eventi calamitosi come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, che si verificano su tutto il territorio nazionale.  Queste coperture assicurative contro i danni causati dalle sopra menzionate calamità naturali, devono essere obbligatoriamente stipulate entro il 31 marzo 2025 per tutte le imprese con sede legale in Italia, o con stabile organizzazione nel territorio nazionale e iscritte al Registro delle Imprese.

Chi deve sottoscrivere l’assicurazione obbligatoria?

L’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali rappresenta un passo fondamentale per tutelare il tessuto produttivo nazionale dai danni ingenti causati da eventi sismici, alluvioni, frane e altri eventi catastrofali alle imprese italiane.

Ma chi è obbligato a sottoscrivere un’assicurazione per la propria attività imprenditoriale?
Come sottolineato in precedenza, l’obbligo di sottoscrizione della polizza riguarda:

  • le imprese con sede legale in Italia iscritte al Registro delle Imprese;
  • le imprese con stabile organizzazione sul territorio nazionale iscritte al Registro delle Imprese.

Sono incluse anche:

  • le imprese individuali;
  • le società di persone;
  • le società a responsabilità limitata.

Le disposizioni introdotte non sono invece applicabili agli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del Codice civile, per i quali l’assicurazione contro tali rischi rimane facoltativa.

Polizza rischi catastrofali obbligatoria: come funziona per le aziende?

È importante sottolineare che la normativa può ancora ricevere delle integrazioni e precisazioni, in quanto è previsto che con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro delle imprese e del made in Italy possono essere stabilite ulteriori modalità attuative e operative, anche con riguardo alle modalità di individuazione degli eventi calamitosi e catastrofali suscettibili di indennizzo nonché di determinazione e adeguamento periodico dei premi ,anche  tenendo conto del principio di mutualità.

Le imprese hanno quindi la libertà di scegliere la Compagnia Assicurativa e, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa, il contenuto della polizza.

La copertura assicurativa, allo stato attuale della normativa, riguarda i danni diretti, subiti a seguito di eventi calamitosi e catastrofali individuati dalla norma, ai beni previsti dall’art. 2424 primo comma (sezione Attivo, voce B-II, numeri 1), 2) e 3)) del Codice Civile, ossia le immobilizzazioni materiali:

  • terreni e fabbricati;
  • impianti e macchinari;
  • attrezzature industriali e commerciali.

Le polizze possono  essere integrate con garanzie accessorie, come la copertura dei danni indiretti o la perdita di profitti.

Le imprese devono  dunque stipulare una polizza assicurativa entro il 31 marzo 2025 che copra i danni ai beni immobili diretti causati da:

sismi – alluvioni – frane- inondazioni – esondazioni

In conseguenza di questo nuovo obbligo normativo, le imprese possono ricevere un risarcimento in caso di danni provocati da eventi imprevedibili e disastrosi.

Quali eventi sono inclusi? Oltre agli eventi sopra elencati per cui sussiste specifico obbligo, la polizza può coprire anche altri eventi catastrofali come trombe d’aria, grandine e incendi boschivi, che possono compromettere la continuità operativa delle aziende.

Quali sono le conseguenze per le aziende inadempienti?

Secondo il comma 102 della Legge, con riferimento all’inadempimento da parte delle Imprese dell’obbligo di assicurarsi entro il 31 marzo 2025 contro i rischi catastrofali sopra individuati, si deve tener conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche, anche con riferimento a quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali.

Le imprese che non rispettano l’obbligo di stipulare l’assicurazione contro le calamità naturali possono quindi subire effetti pregiudizievoli nell’assegnazione di dette agevolazioni o contributi pubblici. Inoltre, in caso di sinistro, queste imprese rischiano di dover affrontare ingenti perdite finanziarie che possono mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa dell’attività.