242 MILIONI PER LA RICERCA DI SISTEMA NEL TRIENNIO 2025-2027

IN UN CONVEGNO PRESENTATI I RISULTATI DEL 2022-2024

Le risorse destinate al Piano Triennale 2025-2027 della Ricerca di Sistema (RdS)  ammontano a circa 242 milioni di euro. E’ quanto emerso dal convegno sulla presentazione e diffusione dei risultati e prospettive sulla Ricerca del Sistema Elettrico che si è svolto lo scorso 9 ottobre a Roma presso la suggestiva sede dell’Acquario Romano.

I progetti del Piano Triennale 2025-2027 vengono realizzati attraverso Accordi di Programma da sottoscrivere con CNR, ENEA e RSE.

L’obiettivo generale del Piano è la decarbonizzazione e la digitalizzazione e l’evoluzione della rete energetica.

Sulla decarbonizzazione ci sono 11 progetti tra cui alcuni molto importanti che riguardano l’energia prodotta dal mare, il solare termodinamico le Bioenergie, la risorsa idrica e il sistema energetico.

Tra i 10 progetti che hanno l’obiettivo della digitalizzazione ed evoluzione della rete energetica molto importanti sono quelli relativi alla evoluzione e pianificazione delle reti elettriche, alla digitalizzazione del sistema energetico, all’energia da fonti rinnovabili e integrazione nel territorio, ai mercati energetici e la regolazione e infine alla flessibilità del sistema energetico integrato.

 

Il Piano Triennale 2022-2024 aveva stanziato 210 milioni di cui 105,30 per la decarbonizzazione e 104,70 per la digitalizzazione ed evoluzione delle reti.

Fino ad oggi sono stati erogati soltanto 100 dei 210 milioni di euro. Molti progetti sono ancora in fase di valutazione e di consuntivo.

Dal 2006 ad oggi i fondi erogati per queste attività di ricerca sono stati quasi 1 miliardo e 40 milioni di euro. La parte del leone l’ha fatto RSE al quale sono stati erogati il 60% dei fondi, circa 626 milioni di euro, ad ENEA il 34,7% per un totale di 361 milioni e al CNR solo 5% equivalente ad poco meno di 53 milioni.

I risultati del Piano Triennale 2022-2024 sulla Ricerca del Sistema Elettrico (RSE) sono stati presentati da ENEA, CNR ed RSE nel corso del convegno, organizzato dalla CSEA, la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali.

Ad aprire i lavori il padrone di casa, Antonio Colavecchio, Presidente di CSEA.

Sono seguiti i saluti istituzionale da parte del Presidente ARERA, Stefano Besseghini con un video messaggio.

 

e del Direttore Generale programmi e incentivi finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ing. Stefania Crotta.

Questa ultima si è soffermata  sulla novità del Piano Triennale 2025-2027, il quale viene sviluppato in continuità con il Piano 2022-2024 ma include nuovi temi il più importante dei quali riguarda i progetti integrati che hanno l’ambizione di promuovere l’integrazione delle competenze e delle specializzazioni delle istituzioni di ricerca, firmatarie degli  Accordi di Programma che sono CNR, ENEA e RSE.

Il convegno si è articolato in due sessioni ed un Focus durante il quale i rappresentanti dei tre Istituti di Ricerca hanno raccontato i progetti con i relativi numeri del triennio 2022-2024.

In particolare, nell’intervento introduttivo la Responsabile dell’Area Programmi di ricerca del CSEA, Eleonora Petrolati ha trattato della  iniziativa internazionale Mission Innovation (MI) lanciata nel 2015 durante la Conferenza di Parigi (COP21) con l’obiettivo di accelerare l’innovazione nel settore energetico per affrontare il cambiamento climatico, raddoppiare gli investimenti pubblici in Ricerca e Sviluppo in un decennio, promuovere la cooperazione internazionale e stimolare l’adozione di soluzioni innovative da parte del settore privato.

I partecipanti al Focus, Claudio Cherbaucich, Responsabile della Funzione Sviluppo, Comunicazione e Valorizzazione, Alessandra di Blasi, Dirigente di Ricerca del CNR e Paola Politi, Responsabile Sezione Ricerca di Sistema Elettrico dell’ENEA hanno illustrato i numeri relativi ai progetti finanziati e lo stato dell’arte.

 La prima Sessione: “ Dal laboratorio alla transizione energetica: il ruolo strategico della ricerca” è stata moderata da Francesco Vetrò,  Professore ordinario di diritto amministrativo presso l’Università degli Studi di Parma, il quale ha sostenuto che non ci può essere transizione energetica senza Ricerca ed ha interrogato i suoi interlocutori sulle sfide che l’innovazione tecnologica deve affrontare.

Il professore Emilio Fortunato Campana,  Direttore Dipartimento Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti del CNR, si è soffermato sulla Mission Innovation e sugli scenari economici ed energetici che attualmente si presentano con grande volatilità.

Luciano Martini, Direttore del Dipartimento Tecnologie di Generazione e Materiali di RSE,  ha affermato che la transizione energetica è già in corso e che in Italia nel mese luglio sono stati censiti due miliardi di impianti fotovoltaici installati.
Ha aggiunto che il sistema energetico Nazionale è molto complesso e deve rispondere a molti eventi che mettono a rischio la sua sicurezza, a cominciare dal cambiamento climatico.

Mentre il direttore generale dell’Enea Giorgio Graditi ha affermato che tutto il sistema della ricerca si basa sulle Infrastrutture immateriali.
Si è soffermato sulla necessità di fare rete per realizzare l’integrazione delle diverse situazioni delle conoscenze e di reclutare risorse umane per coprire il divario con gli Istituti di ricerca stranieri. Nonostante questa carenza le performances qualitative dell’Italia sono migliori rispetto ai nostri competitor.

La seconda Sessione è stata moderata da Marcello Capra del Mase, e Delegato Set Plan UE, che ha ricordato di essere stato uno di quelli che hanno battezzato il Fondo sulla Ricerca nell’anno 2003.

Marcello Capra ha sollecitato i suoi interlocutori a raccontare le esperienze ed i risultati di tre anni di Ricerca di Sistema e li ha interrogati sulle prospettive per il futuro del sistema energetico nazionale.

Per il CNR è intervenuto Emilio Fortunato Campana, per il RSE, il Direttore del Dipartimento Sviluppo sostenibile e Fonti Energetiche, Michele De Nigris e per l’ENEA,  Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili.

I tre interventi hanno evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione tra enti anche attraverso il reclutamento di nuovi ricercatori tramite lo strumento delle borse di studio.

Ognuno ha portato il proprio contributo al dibattito con l’esposizione di alcuni aspetti dei singoli progetti finanziati e sul contesto difficile nel quale si è costretti ad operare.

La necessità di un costante monitoraggio sugli stati di avanzamento dei progetti di ricerca richiede una particolare attenzione da parte dei tecnici e degli esperti coinvolti,  permette di verificare l’andamento delle tempistiche e degli obiettivi,  di adottare correttive tempestive per evitare la dispersione di risorse.

Durante la tavola rotonda si è puntato sul discorso della valorizzazione dei risultati ed in questo senso è emersa la volontà degli enti di avere un rapporto sempre più stretto con gli operatori industriali e i potenziali utilizzatori dei risultati prodotti dalla RdS.

Il convegno si è chiuso  con i ringraziamenti del Presidente di CSEA, Antonio Colavecchio.