RIGENERAZIONE URBANA E AGRICOLTURA 4.0
IN VISTA DEGLI OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030 ONU
A tal proposito, le imprese, le startup, gli istituti di ricerca, le università e le realtà associative di Roma possono cogliere queste opportunità di sviluppo locale per attuare un modello economico sostenibile (Agricoltura 4.0), a misura di “città intelligente”, in grado di raggiungere alcuni obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: recuperare e riqualificare aree cittadine o terreni dismessi, aumentare la produzione alimentare nelle stesse aree, fornire ai cittadini accesso a cibo sano e di alta qualità, ridurre l’uso di acqua e di altre risorse naturali nella produzione alimentare e contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone. Le produzioni agricole verticali (“aeroponiche”) e quelle idroponiche, già sviluppate e consolidate in altre moderne città europee e mondiali, sono alcuni esempi innovativi di Agricoltura 4.0.

Entrambe hanno la caratteristica comune di svilupparsi in spazi chiusi (come palazzi, grattacieli, magazzini, vecchi fabbricati adibiti a serre) ed evitano l’esposizione a catastrofi naturali, al riscaldamento globale e agli insetti: le produzioni di ortaggi e frutta sono, di conseguenza, veloci, continuative e intense rispetto a quelle tradizionali e consentono di risparmiare molta terra, acqua e pesticidi. La tecnologia aeroponica è quella che si adatta meglio ai contesti urbani e si sviluppa in altezza, grazie ai moduli posti uno sopra l’altro, permettendo così di superare la mancanza di terreni disponibili per l’agricoltura. In questi contesti produttivi a elevato sviluppo tecnologico, i sensori IoT (Internet of Things) entrano in gioco e aiutano a misurare parametri come umidità, temperatura e ossigeno disciolto nell’acqua nebulizzata, garantendo che le radici siano raccolte in un ambiente ideale, che favorisca, quindi, una crescita ottimale, e contribuiscono a far sì che ci sia una giusta concentrazione dei nutrienti nella soluzione nebulizzata alle radici (sospese in aria), con il massimo rendimento della produzione. Ma c’è di più. La blockchain può essere una grande alleata dell’agricoltura verticale perché consente la tracciabilità del cibo e garantisce la qualità, la trasparenza e la sicurezza degli alimenti lungo tutta la catena di approvvigionamento, creando un legame diretto tra produttori e consumatori.
O pensiamo a quello che l’Intelligenza artificiale (Ia) può offrire in termini di gestione dei dati derivanti dai sensori e dai dataset pre-allenati per estrarre insight significativi, ottimizzare le decisioni agronomiche e migliorare l’efficienza delle colture aeroponiche. Insomma, soluzioni intelligenti già esistenti in altri settori ma che, applicate nel campo agricolo, consentono di migliorare la produttività, di garantire la sicurezza alimentare, di risparmiare le risorse idriche e di rendere maggiormente efficienti le produzioni delle vertical farms.
(*) Presidente di Ripensiamo Roma
Il collegamento tra rigenerazione di edifici dismessi e produzione urbana merita dati di progetto, soprattutto su energia, acqua e costi. Due formulazioni andrebbero pero ristrette: un ambiente chiuso riduce alcune esposizioni, ma non elimina caldo, guasti, patogeni o insetti; inoltre la blockchain rende piu verificabile una sequenza di registrazioni, ma non garantisce da sola qualita e veridicita dei dati inseriti. Un confronto utile dovrebbe dichiarare coltura, resa per area e per anno, kWh e litri per kg, fonte energetica, nutrienti, scarti, pesticidi, investimento, lavoro e riferimento in pieno campo o serra. Con fonti omogenee si potrebbe costruire una matrice visiva di confronto documentato , mantenendo distinti dati misurati, ipotesi e benefici attesi; l’immagine non dovrebbe inventare risparmi, rese, certificazioni, prestazioni IoT o garanzie della blockchain.
La delibera di Roma è concreta: aree degradate e dismesse possono avere un uso temporaneo di interesse pubblico, trasformando spazi fermi in opportunità di Agricoltura 4.0 e rigenerazione sociale. SAND Raiders of Sophie Wiki ragiona allo stesso modo: riusare ciò che era fermo, invece di partire sempre da zero.