REPOWER-EU : 19 MILIARDI DI EURO DI INVESTIMENTI
TRE MISURE DI INVESTIMENTO E SEI RIFORME
La crisi energetica del 2022, innescata dalla guerra della Russia in Ucraina, ha radicalmente mutato il contesto economico italiano, con il notevole incremento dei prezzi del gas e dell’elettricità. Il Governo è intervenuto per attenuare l’impatto sulle bollette a tutela delle famiglie e delle imprese italiane e ora, con l’attuazione del REPowerEU, intende raggiungere in maniera strutturale gli obiettivi di competitività, sicurezza ed autonomia energetica indicati dall’Europa.
Il REPowerEU rappresenta per l’Italia una importante sfida per trasformare il nostro paese nell’hub energetico del Mediterraneo. L’attuazione di questo piano – che integra il PNRR – mira a rafforzare la competitività e lo sviluppo economico sostenibile al Paese.
Il Capitolo si articola in tre misure di investimento e sei riforme.
Le misure di investimenti riguardano:
- Reti dell’energia;
- Transizione verde ed efficientamento energetico;
- Filiere industriali strategiche.
Inoltre, sono previste sei riforme settoriali:
- Riduzione costi connessione alle reti del gas per la produzione di biometano;
- Power Purchasing Agreement (PPA), contratti innovativi per garantire remunerazione stabile a chi investe nelle fonti rinnovabili;
- Green skills, settore privato, formazione delle risorse umane attualmente impiegate nell’industria tradizionale;
- Green skills, settore pubblico, formazione specialistica dei dipendenti della Pubblica Amministrazione;
- Road map, percorso per la razionalizzazione dei sussidi inefficienti ai combustibili fossili;
- Testo unico circa la legislazione relativa alle autorizzazioni per le fonti rinnovabili.
Il processo di selezione delle proposte è stato avviato con la Cabina di regia convocata il 6 febbraio 2023 con le principali società partecipate dallo Stato ed è proseguito con Regioni, Anci, Upi, e il partenariato economico sociale.
Complessivamente sono previsti interventi per 19 miliardi di euro che andranno a beneficio della crescita economica, occupazionale e di tutti i principali settori strategici selezionati in base ai criteri del REPowerEU relativi sia al raggiungimento degli obiettivi in ambito energetico, sia alla tempistica di realizzazione entro il 2026.
La selezione si è basata anche sulla capacità realizzativa dei soggetti attuatori. In generale, il Piano raggiunge gli obiettivi di risparmiare energia attraverso l’efficienza energetica, potenziare la produzione dalle fonti rinnovabili, rispondere all’urgenza di diversificare gli approvvigionamenti energetici del Paese, con riflessi positivi anche per il resto d’Europa. Vuole essere anche una occasione di sviluppo immediato del sistema delle imprese italiane, in particolare di media e piccola dimensione, attraverso innovazioni per la transizione ecologica e digitale. Attenzione particolare è dedicata all’obiettivo di ridurre la povertà energetica, attraverso il sostegno ad investimenti in efficienza negli edifici pubblici e privati.
Nel dettaglio, il primo capitolo degli investimenti, con risorse pari a 2,3 miliardi di euro, dedicato al rafforzamento delle reti elettriche e del gas, riveste preminente carattere strategico, sia per la transizione ecologica sia per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas dell’Italia e dell’Europa. Le reti elettriche sono essenziali per favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili, che sono disperse sul territorio e necessitano di linee maggiormente connesse e resilienti per essere efficacemente sfruttati.
Sono necessarie infrastrutture di sistema e innovative, come il Tyrrhenian Link, per portare elettricità dalle aree dove se ne produce di più a quelle dove i consumi sono più alti. La complessità che i milioni di piccoli impianti di generazione da fonti rinnovabili stanno creando sulle reti elettriche, impone la loro digitalizzazione per garantirne la sicurezza.
Investimenti importanti sulle reti del gas, in particolare nel Centro Italia, sono necessari al fine di superare le strozzature che attualmente limitano i flussi da Sud, dal Nord Africa e dal Mar Caspio, destinati al Nord Italia e all’ Europa. L’Italia già oggi è in parte un hub dell’energia nel Mediterraneo per l’Europa, con il REPowerEU questo ruolo verrà potenziato, anche con gli investimenti nelle reti gas.
Il secondo capitolo, quello più ampio, raggruppa una lista di interventi con investimenti complessivamente pari a 14,8 Mld€, tutti legati alla transizione verde ed all’efficientamento energetico.
Vi sono misure legate all’estensione del supporto ad iniziative di Hydrogen Valleys, in precedenza escluse per esaurimento di risorse, mentre altri fondi sono destinati al rafforzamento della ricerca e sviluppo per la produzione di idrogeno verde.
Sostegno è dato alla produzione di biocarburanti in raffinerie di petrolio tradizionali, convertite in impianti tipici di economia verde, con l’impiego di materie prime provenienti da coltivazioni agricole non in conflitto con le filiere alimentari.
Un altro gruppo di misure è indirizzato al settore produttivo delle imprese, con una dotazione di 6,3 miliardi di euro, con l’obiettivo di sostenere soprattutto quelle di piccola e media dimensione, l’ossatura portante dell’economia italiana. Attraverso il credito di imposta vengono finanziati interventi innovativi, volti all’efficienza energetica e all’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si fa tesoro dell’esperienza maturata in passato con il credito d’imposta che viene oggi riproposta in maniera più diffusa. Sono incentivi fiscali a investimenti trasversali nell’industria, per diverse categorie di interventi volti all’efficienza e alla produzione da fonti rinnovabili, destinati a tutte le imprese ed a tutti i settori.
Inoltre, sono previsti interventi nel settore agricolo, per il miglioramento delle prestazioni e della sostenibilità nei settori agroalimentare, zootecnico, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo, finalizzati alla diversificazione degli approvvigionamenti e all’efficienza energetica.
Un altro gruppo di interventi del capitolo, per un importo di 4 miliardi di euro, riguarda il patrimonio pubblico e comprende due misure distinte, la prima indirizzata all’efficientamento energetico degli immobili pubblici (pubblica amministrazione, centri sportivi, edilizia residenziale pubblica, luoghi della cultura, ospedali, scuole/università, caserme) e degli edifici di culto. Su questa specifica misura sono previsti stanziamenti per 3,6 miliardi di euro, fondi tutti finalizzati all’efficientamento del patrimonio immobiliare pubblico.
La seconda misura, con 400 milioni di euro, riguarda il potenziamento dell’elettrificazione delle banchine portuali per la riduzione delle emissioni delle navi nella fase di stazionamento in porto (cold ironing). Normalmente, per produrre l’elettricità necessaria ai servizi, le navi in porto usano i motori tradizionali che funzionano con derivati del petrolio. Con l’elettrificazione, invece, si evitano emissioni di CO2 e di altri inquinanti locali, quali polveri, SOx e NOx.
Uno dei punti più qualificanti del Piano REPowerEU riguarda l’Ecobonus, dedicata espressamente alle abitazioni private. Attraverso lo strumento tradizionale della detrazione fiscale, ma con alcune importanti e sostanziali correzioni, la nuova misura del Piano andrà in supporto delle famiglie a basso reddito, in passato rimaste escluse dagli interventi di efficientamento delle abitazioni. La dotazione del provvedimento è di 4 miliardi di euro e si basa sulle consuete detrazioni fiscali, ma, a differenza del passato, con vincoli stingenti che le renderanno disponibili solo le fasce a basso reddito.
Una delle questioni più delicate della transizione energetica è il rischio, per l’Italia e per l’Europa, di diventare dipendenti per componenti, attrezzature e materiali essenziali, come si è verificato in passato per i pannelli fotovoltaici o le batterie delle auto elettriche. A tale scopo è prevista una specifica misura dedicata alle filiere strategiche per le tecnologie a zero emissioni, con risorse di 2 miliardi di euro per sostenere investimenti per la produzione nelle catene del valore delle tecnologie e materie prime critiche.
Accanto a questi investimenti specifici nei vari settori dell’economia, sono introdotte sei riforme, con una dotazione di 100 milioni di euro, al fine per rendere più efficace e tempestivo il raggiungimento degli obiettivi del REPowerEU.
Le sei riforme
La prima mira a ridurre i costi di allacciamento alla rete gas degli impianti di produzione di biometano da rifiuti organici urbani, o da scarti dell’agricoltura. È una misura che sostiene il raggiungimento dell’obiettivo di potenziare le rinnovabili.
Anche la seconda riforma sostiene le rinnovabili, attraverso nuovi strumenti finanziari, i contratti PPA (Power Purchasing Agreement) che daranno maggiore stabilità ai ricavi di chi investe, incentivando la realizzazione di nuovi impianti.
La terza riforma, dedicata alla formazione nel settore privato delle risorse umane (Green Skills settore privato) attualmente impiegate nell’industria tradizionale, con l’obiettivo di dotare i lavoratori delle competenze necessarie per la transizione verde.
La quarta riforma (Green Skills settore pubblico), dedicata alla formazione specialistica avanzata dei dipendenti della Pubblica Amministrazione centrale e locale, mira a cogliere l’obiettivo del REPowerEU di “riqualificazione accelerata della forza lavoro verso competenze verdi e digitali”.
La quinta riforma è relativa alla definizione di un percorso temporale, una Road map, per la razionalizzazione dei sussidi inefficienti ai combustibili fossili, una delle questioni più delicate circa i prezzi dell’energia in Italia e i relativi consumi di fonti tradizionali, come i derivati del petrolio nei trasporti, il gas nel riscaldamento e il carbone nella generazione elettrica.
La sesta proposta di riforma, anche questa del Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, riguarda l’adozione di un Testo unico per l’autorizzazione degli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili che mira a semplificare e coordinare le disposizioni legislative e regolamentari che disciplinano, in particolare, i procedimenti amministrativi nel settore delle fonti energetiche rinnovabili.