ENERGIE RINNOVABILI: QUADRO PIÙ AMBIZIOSO E PROCEDURE PIÙ VELOCI
PUBBLICATO IL DECRETO LGS 9 GENNAIO 2026, N. 5 DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA RED III
La Direttiva RED III rafforza l’obiettivo energetico dell’UE: raggiungere almeno il 42,5% di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo dell’Unione entro il 2030, con un obiettivo auspicabile del 45%.
La Direttiva fa parte del pacchetto legislativo “Fit for 55” e rappresenta il cuore del nuovo quadro Ue sulle energie rinnovabili:
- Rafforza l’obiettivo vincolante dell’Europa dal 32% al 42,5% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, con obiettivo auspicabile del 45%.
- Introduce le zone di accelerazione per impianti rinnovabili e misure di semplificazione autorizzativa in tutti gli Stati membri.
- Introduce nuovi obiettivi specifici per le rinnovabili negli edifici, nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare.
Rappresenta un passo fondamentale per l’Italia nell’implementazione delle politiche europee per le energie rinnovabili, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.
Il decreto adegua la legislazione italiana ai nuovi obiettivi europei al 2030 e introduce un quadro molto più ambizioso per le energie rinnovabili, con nuovi target, procedure più veloci per gli impianti e obblighi più stringenti per edifici e settori chiave.
Il decreto fissa un nuovo obiettivo nazionale vincolante per le rinnovabili:
- Entro il 2030, almeno il 39,4% del consumo finale lordo di energia in Italia dovrà provenire da fonti rinnovabili.
Principali novità introdotte
1. Semplificazione e accelerazione delle procedure autorizzative
Per rendere più veloce lo sviluppo degli impianti FER, il decreto introduce:
- Zone di accelerazione (go‑to areas): le Regioni e le Province autonome devono individuare aree idonee a impianti rinnovabili, dove si applicano procedure semplificate e tempi certi.
- Tempi massimi per le autorizzazioni:
- 12 mesi (1 anno) per le autorizzazioni in zone di accelerazione.
- Per i progetti di rilevanza nazionale o strategica, il termine è ancora più stringente. Vige infatti un regime di valutazione e autorizzazione accelerato con procedure unificate e ruoli chiari tra Stato e regioni.
2. Sostegno e promozione delle rinnovabili
- Rafforza le misure per promuovere l’autoconsumo e la produzione di energia rinnovabile, anche distribuita e in ambito urbano.
- Introduce norme per favorire l’installazione di impianti rinnovabili su edifici pubblici e privati, in linea con quanto previsto dalla Direttiva RED III.
- Mantiene e raffina gli strumenti di sostegno (incentivi, CFE, ecc.) coerenti con il quadro europeo e la programmazione nazionale.
3. Rinnovabili negli edifici e nelle nuove costruzioni
Il decreto introduce nuove regole obbligatorie per il settore edilizio:
- Per le nuove costruzioni e gli interventi rilevanti di ristrutturazione, l’energia da fonti rinnovabili deve coprire almeno:
- Il 60% del fabbisogno di acqua calda sanitaria.
- Il 60% del fabbisogno complessivo di energia per riscaldamento e raffrescamento.
- Questo significa un forte impulso a impianti fotovoltaici, solari termici, pompe di calore e sistemi ibridi negli edifici nuovi e ristrutturati.
4. Rinnovabili nei trasporti e nei carburanti
- Recepisce le nuove regole per l’uso di biocarburanti e carburanti rinnovabili nei trasporti, con obblighi di quota e criteri di sostenibilità.
- Introduce la reintroduzione della disciplina sui carburanti rinnovabili nei trasporti, con indicazioni specifiche per imprese e operatori del settore.
5. Regole più stringenti per le bioenergie
Per garantire una crescita sostenibile delle bioenergie, il decreto introduce:
- Criteri più rigorosi per l’uso di biomasse solidi e bioliquidi, con attenzione alla sostenibilità delle filiere.
- Limiti più severi all’uso di biomassa forestale non sostenibile, per proteggere boschi e biodiversità.
- Incentivi mirati per biometano, rifiuti organici e residui agricoli, con maggiore controllo sulla tracciabilità origini.
6. Mercato dell’energia e supporto agli investimenti
Il decreto favorisce la crescita delle rinnovabili anche attraverso il mercato:
- Si rafforza il valore delle garanzie di origine, per garantire maggiore trasparenza e tracciabilità dell’energia verde immessa in rete.
- Si creano le condizioni per la diffusione di contratti a lungo termine tra produttori FER e imprese energivore (PPA), riducendo il rischio per gli investitori.
7. Rafforzamento della governance e pianificazione
A livello istituzionale, il decreto:
- Aggiorna il Piano nazionale integrato energia–clima (PNIEC) per allinearne gli obiettivi alla Direttiva RED III e al nuovo target del 39,4%.
- Rafforza il ruolo delle Regioni e delle autorità di regolazione nel coordinamento delle politiche energetiche e delle aree idonee agli impianti.
In sintesi, il decreto porta in Italia:
- Obiettivi più ambiziosi per le rinnovabili (al 39,4% al 2030).
- Procedure più veloci e semplificate per impianti FER.
- Obblighi più stringenti per edifici e bioenergie.
- Un quadro più chiaro per contratti verdi e mercato dell’energia