SULL’ENERGIA NUCLEARE L’EUROPA VUOLE FARE PRESTO
DAL 2030 ATTIVI I REATTORI DI PICCOLI DIMENSIONI (SRM)
Per raggiungere i suoi obiettivi in materia di energia e clima, la Commissione europea sta spingendo sempre più verso la decarbonizzazione e la competitività europea in ambito energetico.
Oltre a investire nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica e nella capacità della rete, la UE necessita anche di investimenti nell’energia nucleare, sia a fissione che a fusione.
Nel Programma illustrativo nucleare definitivo (PINC) (COM/2026/120) si stima che entro il 2050 saranno necessari investimenti per circa 241 miliardi di euro per realizzare le ambizioni nucleari dei paesi della UE. Tali investimenti riguarderanno sia l’estensione della vita utile dei reattori esistenti sia la costruzione di nuovi impianti su larga scala. Il PINC sottolinea inoltre la necessità di ulteriori investimenti per sfruttare appieno il potenziale dei reattori modulari di piccole dimensioni (SMR), dei reattori modulari avanzati (AMR) e delle tecnologie di fusione, a sostegno di un futuro energetico sostenibile e sicuro a lungo termine.
Per alcuni paesi della UE, l’energia nucleare rappresenta una componente importante delle strategie di decarbonizzazione, competitività industriale e sicurezza dell’approvvigionamento. Si prevede che la capacità nucleare installata nell’UE crescerà da 98 gigawatt elettrici (GWe) nel 2025 a circa 109 GWe entro il 2050. È fondamentale sottolineare che tutte le soluzioni energetiche a zero o basse emissioni di carbonio sono necessarie per decarbonizzare il sistema energetico della UE.
In questo senso si punta a sviluppare i primi impianti nucleari di piccole dimensioni nel giro di qualche anno.
Per raggiungere questo obiettivo la Commissione europea ha presentato una nuova strategia per accelerare lo sviluppo e la diffusione dei reattori modulari di piccole dimensioni (SMR) e dei reattori modulari avanzati (AMR) in Europa.
L’iniziativa mira ad accelerare lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie SMR e AMR, considerate strumenti chiave per rafforzare sicurezza energetica, neutralità climatica e competitività industriale dell’Unione europea nel settore delle tecnologie nucleari di nuova generazione.
La strategia dell’UE sui reattori modulari di piccole dimensioni (COM/2026/117) è stata adottata il 10 marzo 2026.
I punti centrali della Strategia includono l’implementazione industriale di Small Modular Reactors (SMR) e Advanced Modular Reactors (AMR), tecnologie nucleari innovative e sicure che possono contribuire a fornire energia pulita, affidabile e prodotta localmente, rafforzando la capacità industriale e al contempo consolidando la sicurezza energetica e la competitività industriale.
A differenza dei tradizionali reattori nucleari di grandi dimensioni, i reattori modulari di piccole dimensioni (SMR) sono progettati per essere più piccoli in termini di dimensioni e potenza, con una struttura modulare che consente la produzione dei reattori o dei componenti in fabbrica e il loro trasporto in loco per l’installazione immediata o l’assemblaggio finale.
Per sostenere la tempestiva implementazione dei reattori modulari di piccole dimensioni (SMR), pur mantenendo i più elevati standard di sicurezza nucleare, la strategia promuove una stretta cooperazione normativa e la creazione di “valli degli SMR” per promuovere ulteriormente la collaborazione tra imprese e la produzione.
Propone inoltre una coalizione per i paesi della UE interessati a promuovere il coordinamento politico, normativo ed economico per specifici progetti di SMR.
La strategia SMR incoraggia inoltre procedure amministrative più semplici per i controlli sulle esportazioni tra i paesi della UE per i progetti SMR, nonché la protezione della proprietà intellettuale europea sviluppata nel contesto degli SMR.
Con un coordinamento efficace, i reattori modulari di piccole dimensioni (SMR) potrebbero mobilitare intere catene del valore in tutti i paesi e settori dell’UE, diventando potenzialmente una delle prossime grandi iniziative di sviluppo industriale in Europa.
La strategia definisce le azioni per la realizzazione dei primi progetti europei di SMR entro i primi anni del 2030, ponendo l’accento su un approccio unitario tra i paesi dell’UE, l’industria, le autorità di regolamentazione e gli investitori al fine di evitare la frammentazione, sfruttare le sinergie e accelerare la commercializzazione.
La priorità della Commissione è garantire che questi nuovi progetti in fase di sviluppo rispettino i più elevati standard di sicurezza. Ciò include la protezione dalle radiazioni per i lavoratori e i cittadini, la gestione responsabile dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito e un regime di non proliferazione affidabile, istituito in modo che il materiale nucleare non venga deviato dal suo utilizzo previsto.
La Commissione nel Programma illustrativo nucleare (PINC) stima che la capacità totale di SMR nell’UE potrebbe raggiungere tra i 17 GW e i 53 GW entro il 2050.
Per maggiori informazione visitare il sito della Commissione europea a questo link
