6 MILIARDI DI EURO DI INCENTIVI PER L’IDROGENO VERDE IN ITALIA

VIA LIBERA DELLA COMMISSIONE EUROPEA AL REGIME DI AIUTI DI STATO IN ITALIA

La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un regime italiano dell’importo di 6 miliardi di euro a sostegno della produzione di idrogeno rinnovabile per i settori dell’industria e dei trasporti. Il regime contribuirà allo sviluppo della capacità di produzione di idrogeno rinnovabile in linea con gli obiettivi della strategia dell’UE per l’idrogeno e del patto per l’industria pulita.

A distanza di due anni dalla consultazione pubblica indetta dal Ministero dell’Ambiente sullo schema di decreto per la regolamentazione degli incentivi tariffari alla produzione di combustibili gassosi da fonti rinnovabili il famoso “decreto tariffe”, la Commissione europea si è finalmente pronunciata.

Si tratta del decreto attuativo previsto dall’articolo 11, comma 2, del  Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 199 (noto come “Decreto Rinnovabili” o “RED II”), in vigore dal 15 dicembre 2021 che promuove l’energia da fonti rinnovabili, puntando alla decarbonizzazione entro il 2030 e 2050.

Il decreto legislativo ha stabilito che il Ministero della transizione ecologica, ora Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, definisca un incentivo tariffario alla produzione di combustibili gassosi da fonti rinnovabili, ivi inclusa la produzione di idrogeno originato dalle biomasse, nel rispetto dei limiti emissivi previsti dalla normativa dell’Unione europea e comunque dalla disciplina in materia di aiuti di Stato.

La consultazione avviata dal Ministero a gennaio del 2024 con l’obiettivo di condividere i contenuti dello schema di decreto attuativo, purtroppo per intoppi burocratici vari, ha avuto tempi lunghi e soltanto dopo un anno, a marzo del 2025 il Governo italiano ha avviato il confronto con Bruxelles  con lo scopo di sostenere i promotori dei progetti di produzione di idrogeno rinnovabile già finanziati attraverso gli investimenti del PNRR ma che hanno bisogno di essere sostenuti sulle spese operative ricorrenti necessarie per continuare le attività di produzione.

Nell’ambito della misura sono ammissibili sia l’idrogeno ottenuto per elettrolisi utilizzando elettricità da fonti rinnovabili sia l’idrogeno prodotto da fonti biogeniche attraverso processi biologici, biotermochimici e termochimici.

Dopo un anno della notifica, in data 30 marzo 2026, la Commissione Ue ha dato il via libera al decreto che consente di estendere i meccanismi tariffari e quindi incentivi italiani per l’idrogeno rinnovabile con l’obiettivo di sostenere la produzione fino a 200 mila tonnellate l’anno entro il 2029 per complessivi 6 miliardi di euro.

La Commissione ha valutato il regime sulla base delle norme dell’UE per gli aiuti di Stato, che consentono agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di talune attività economiche a determinate condizioni e lo ha approvato.

In particolare, la Commissione ha constatato che:

  • l’aiuto è necessario e adeguato per agevolare la produzione di idrogeno rinnovabile ai fini della decarbonizzazione dei settori industriale e dei trasporti;
  • l’aiuto ha un effetto di incentivazione in quanto, in assenza del sostegno pubblico, i beneficiari non produrrebbero idrogeno rinnovabile;
  • l’aiuto è proporzionato in quanto sarà concesso a seguito di una procedura di gara competitiva basata esclusivamente sul prezzo di esercizio proposto dagli offerenti;
  • l’aiuto produrrà effetti positivi, in particolare sull’ambiente, in quanto contribuirà alla decarbonizzazione di settori ad alte emissioni. Questi effetti positivi superano gli effetti negativi sulla concorrenza.

Il piano sarà in vigore fino al 31 dicembre 2029.

In sostanza, il decreto istituisce un incentivo alla produzione di idrogeno considerando i costi di investimento e di esercizio degli impianti.

Il periodo temporale di applicazione del decreto è pari a quattro anni.

Si tratta di una ulteriore misura di sostegno pubblico per gli operatori del settore ed un elemento fondamentale per sostenere l’avvio di un mercato dell’idrogeno green in Italia, e per consentire alle hydrogen valley finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di sostenere i costi per i primi anni la produzione.

Si prevede il riconoscimento delle agevolazioni ai soggetti produttori di idrogeno rientrante nelle seguenti fattispecie:

  1. idrogeno rinnovabile ottenuto mediante processo elettrolitico, in tal caso l’energia elettrica impiegata per l’elettrolisi è prodotta da fonti di energia rinnovabile in conformità con le metodologie stabilite per i carburanti rinnovabili liquidi e gassosi di origine non biologica per il trasporto;
  2. bioidrogeno, ovverosia idrogeno ottenuto da fonti biogeniche – quali bioliquidi, biomasse solide, biogas e biometano – prodotto:
  3. attraverso processi biologici, termochimici e biotermochimici. Tra di essi rientrano in via esemplificativa gli impianti basati su processi di gassificazione o pirolisi della biomassa, gli impianti che prevedono processi di trasformazione termochimica del biometano o del biogas;
  4. mediante processo elettrolitico alimentato da energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti biogeniche, ivi inclusa la parte biogenica dei rifiuti.

Leggi il Comunicato Stampa della Commissione europea