DRONI : IN ITALIA 150 MILA ATTIVATI CON 185 MILA OPERATORI

IL FUTURO E’ L’ALIMENTAZIONE AD IDROGENO VERDE

Ieri, 24 febbraio, a Milano si è svolto il convegno “Droni e Mobilità Aerea Avanzata: l’Italia al test della competitività”, organizzato dall’Osservatorio Droni del Politecnico di Milano (POLIMI).

Il convegno ha fatto il punto della situazione sullo sviluppo dell’intero ecosistema dei droni.
La crescita del settore, in particolare nel 2025, è stata molto importante soprattutto grazie agli investimenti e alle partnership industriali che hanno favorito lo sviluppo tecnologico.
Il conflitto in Ucraina ha mostrato a tutto il mondo come queste tecnologie possano essere impiegate oltre che nella logistica commerciale anche in contesti di sicurezza e di contrapposizione.

Il convegno, dopo aver esplorato la situazione a livello internazionale, si è soffermato sulla situazione in Italia mettendo in risalto come nel nostro Paese i droni stiano diventando un importante strumento di controllo del territorio in molteplici aspetti della società come ad esempio per la ricerca e soccorso dei dispersi, nel rilevamento delle discariche abusive, nella lotta contro gli incendi boschivi.
Nel 2025 c’è stata una importante inversione di tendenza che ha fatto registrare  un aumento delle imprese attive nel settore, 675 rispetto alle 657 del 2024 con 185 mila operatori attivi rispetto ai 145 mila del 2024 e l’avvio di dieci progetti di vertiporti in diverse città italiane.

Il più significativo ed importante successo è quello conseguito in ambito sanitario ed in particolare per il trasporto di organi e farmaci.

Durante il dibattito è emerso come sia indispensabile rimuovere i molti freni che ancora limitano lo sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata, accelerando sulle infrastrutture e sulla regolamentazione normativa.

Ha aperto i lavori  Marco Lovera, responsabile scientifico dell’Osservatorio, il quale ha salutato positivamente i passi in avanti fatti negli ultimi anni nel nostro Paese che, nonostante la fragilità della filiera nazionale rappresentata per il 95% da micro e piccole imprese,  ha adottato un Piano strategico nazionale con degli strumenti normativi a supporto della sperimentazione e che ha consentito di sviluppare un Know-how e competenze di primo ordine.

Lovera ha ricordato le vicende che hanno consentito una accelerazione per lo sviluppo del settore, dal via libera di Enac all’Interporto di Padova primo in Italia nella sorveglianza dall’alto con i droni, al test a Malpensa per il trasporto via drone di farmaci, alla prima sperimentazione di un sistema di trasporto di defibrillatori e farmaci all’aeroporto di Pescara.

Il convegno si è sviluppato in 4 panel che hanno affrontato rispettivamente l’aspetto economico, l’aspetto normativo, l’aspetto tecnologico e l’aspetto sociale.

A fare gli onori di casa, oltre a Lovera, due figure di primo piano dell’Osservatorio, la Direttrice Paola Olivares e Alberto Curnis Ricercatore Senior che hanno gestito con grande professionalità l’evento.
A moderare i panel si sono cimentati anche Andrea Cavallo, Analista, Alessandro Lucini Paioni Ricercatore Senior, Davide Invernizzi Ricercatore Senior e Evila Piva Ricercatrice Senior.

Dalla relazione di Paola Olivares è emerso che, nonostante negli ultimi due anni il nostro Paese da punto di vista della normativa abbia fatto importanti passi avanti, essa  continua ad essere un freno allo sviluppo del settore.

La normativa unitamente al ritardo tecnologico e alla mancanza di competenze sono i tre punti più importanti da affrontare per accelerare sulla crescita.

Anche se il trend di crescita delle autorizzazioni operative è positivo passando dalle 53 del 2024 alle 97 del 2025 per complessive 233 autorizzazioni operative tra il 2021 e il 2025, il tema delle autorizzazioni e del tempo di rilascio rimane un punto focale sul quale gli operatori hanno necessità di ottenere risposte certe.
Anche nel numero di operatori c’è stata una crescita interessante, dai quasi 34 mila del 2024 ai 40 mila del 2025.
Mentre c’è stato un leggero calo nel numero di droni registrati e attivati che dai 16 mila del 2024 si è passati a poco più 15 mila del 2025.
Oggi in Italia ci sono quasi 150 mila droni registrati e attivati e 185 mila operatori attivi che rappresentano l’8% del livello europeo.

Alberto Curnis aprendo il panel economico ha affrontato il problema degli strumenti finanziari da attivare per sostenere lo sviluppo e la competitività della filiera nazionale.

Una soluzione importante – secondo Curnis- potrebbe essere l’attivazione di un partenariato pubblico-privati e la possibilità di istituire un fondo multilivello dal nazionale poi declinato a livello regionale ed eventualmente locale per sostenere in maniera dedicata questo settore.

Nel panel relativo alla sperimentazione, coordinato da Lovera, si sono confrontati Calogero Giammusso, Head of Operation UrbanV   e Francesca Sartor, Responsabile del Masterplanning del Gruppo Save.

Giammusso ha raccontato l’esperienza delle attività di ricerca e operative di UrbanV nella Sandbox dell’aeroporto di Roma Fiumicino e le operazioni droni (UAS) in collaborazione con ENAC e i principali stakeholder istituzionali e industriali.
La Sandbox di Fiumicino è stata autorizzata dall’ENAC per testare innovazioni nell’aviazione, in particolare per vertiporti e Urban Air Mobility (UAM).
Considerata la sua importanza è stata trasformata in un vero e proprio corridoio operativo con l’obiettivo di validare operazioni con droni in un contesto territoriale complesso ed in particolare di sorvolare importanti infrastrutture di trasporto altamente congestionate come l’autostrada Roma Fiumicino e la omonima linea ferroviaria.
Giammusso ha parlato anche del progetto europeo  di ricerca e innovazione Eureka che mira ad integrare i vertiporti nello spazio aereo europeo.

Francesca Sartor che ha parlato della Sandbox di Padova, autorizzata da Enac ad ottobre del 2025, nata da un accordo tra Enac, Regione Veneto e Save. Save la sta portando avanti con una partnership con H2G e con altri attori che sono coinvolti. C’è anche la collaborazione di UrbanV che ha portato la propria esperienza soprattutto nella fase di avvio.
Le sfide tecnologiche e regolamentari ed il numero di attori presenti ha complicato le procedure di avvio del progetto che oggi è in dirittura di arrivo.
La vera sfida di tutto il progetto è quello di utilizzare l’idrogeno sia per la movimentazione dei droni sia per la movimentazione dei mezzi a terra. Il primo passo sarà l’inaugurazione del KEB, il Key Energy Builder che avverrà in 31 marzo. Già in quell’occasione si potrà vedere la produzione e l’erogazione di idrogeno ai droni e ai macchinari a terra.

L’alimentazione a celle a combustibile di idrogeno è oggi l’alternativa più promettente perché uno degli ostacoli  per la diffusione del servizio di trasporto merci attraverso i droni è la poca durata dei voli dovuta alla ridotta autonomia delle batterie al litio.

A conclusione del convegno Paola Olivares ha sintetizzato quelli che dovrebbero essere gli obiettivi da realizzare nel 2026, attraverso un insieme di interventi strategici :

  • Interventi normativi e regolatori
  • Sviluppo di infrastrutture e di ecosistemi U-Space
  • Accelerazione sulla parte di competenze di capitale umano
  • Lo sviluppo di una filiera industriale europea
  • Integrazione dei droni nei piani strategici di mobilità urbana
  • Sensibilizzazione e accettazione sociale
  • Governance
  • Creazione di una task force nazionale che si occupi di tutto il settore