LE NOVITA DELLA LEGGE DI BILANCIO 2018

TRA BONUS VERDE E INDUSTRIA 4.0 E ALTRI INCENTIVI VARATA LA MANOVRA FINANZIARIA

Il Governo ha approvato il disegno di legge bilancio 2018  che sarà trasmessa alle Camere per l’esame parlamentare.

Tra le misure spiccano lo sgravio alle assunzioni dei giovani fmo a 35 anni, il rifinanziamento del bonus investimenti al Sud, il pacchetto incentivi Industria 4.0, una detrazione «verde» del 36% per la cura di giardini e terrazzi.

In sintesi vediamo le principali novità:

CUNEO FISCALE

Assunti under35, sgravi con tetto a 3000 euro

Per i datori di lavoro privati viene introdotto uno sgravio del 50% per i primi tre anni di contratto a tutele crescenti, con un tetto annuo di 3mila euro, per le assunzioni di giovani. Il primo anno (il 2018) l’incentivo riguarderà l’assunzione stabile di ragazzi under35. Da gennaio 2019 lo sgravio sarà limitato agli inserimenti “fissi” dei giovani fino a 29 anni. Sul piatto ci sono circa 350 milioni il prossimo anno, si sale a 2 miliardi a regime. Lo sgravio sarà concesso anche in caso di conversione di rapporto a termine; e stabilizzazione di apprendisti. L’incentivo sale al 100% per chi assume studenti in alternanza/apprendisti “duali”; al Sud, giovani e disoccupati; e under29 Neet. Confermata la norma “antilicenziamento”: l’impresa perde o non ha l’esonero se licenzia o lo ha fatto nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva.

INDUSTRIA 4.0

Restano gli incentivi  sugli acquisti, con qualche ritocco

L’impianto di industria 4.0 viene sostanzialmente riconfermato con qualche ritocco. Il  superammortamento che agevola l’acquisto di macchine utensili tradizionali resta, ma in versione più soft (l’aliquota scende dal 140 al 130%). In particolare sarà esteso anche ad investimenti effettuati nel 2018 e fino al 30 giugno 2019 per le consegne sempre a patto di aver versato un acconto di almeno il 20% entro il 2017. Anche l’iperammortamento, per l’acquisto di beni legati alla digitalizzazione della produzione, andrà avanti con l’aliquota al 250% per il 2018 con coda per le consegne nel 2019.  Potenziata anche la “Nuova Sabatini” per i finanziamenti agevolati all’acquisto di macchinari: 55 milioni in più per il 2018,110 milioni dal 2019 fino al 2022, 55 milioni per il 2023. Il 130% dei fondi sarà riservato ai finanziamenti industria 4..

CONTRATTI PA

In arrivo altri 2 miliardi per gli statali

La legge di bilancio dovrebbe dedicare al rinnovo dei contratti degli statali una cifra vicina ai due miliardi, che si aggiungono agli 1,2 miliardi già accantonati negli ultimi due anni. Questi soldi serviranno a riconoscere 85 euro di aumento medio (promesso dall’intesa fra governo e sindacati del 30 novembre 2016) ai dipendenti della pubblica amministrazione centrale, e a garantire che gli incrementi in busta paga non cancellino il bonus Renzi (gli 80 euro) a chi oggi lo riceve in tutto o in parte. Le Regioni e gli enti locali dovrebbero trovare nei propri bilanci i fondi per gli aumenti dei loro dipendenti, mentre in sanità il finanziamento è a carico del fondo sanitario nazionale. Per questa ragione governatori e sindaci chiedono fondi in più.

UNIVERSITÀ

1.500 ricercatori e scatti biennali per i docenti

Due i segnali principali per l’università e la ricerca. Innanzitutto l’assunzione di oltre 1500 ricercatori tra atenei ed enti di ricerca (per quest’ultima si potrebbe trattare anche di stabilizzazioni). Il meccanismo replica quello utilizzato già nella legge di bilancio del 2016. In particolare i ricercatori per le università sono di tipo “b”, quelli che possono accedere alla cattedra. Il secondo segnale riguarda i prof universitari: dopo lo sciopero degli esami da parte dei docenti che hanno protestato per il blocco degli stipendi del passato, sarà introdotta una frequenza biennale per gli scatti (oggi è triennale) in modo da recuperare il pregresso e premiare allo stesso tempo con aumenti più rapidi i giovani professori. Sul frontescuola c’è un primo riallineamento delle buste paga dei presidi ai dirigenti statali con 31 milioni nel 2018 e 95 milioni dal 2019.

 FISCO

Carburanti e subappalti, obbligo dell’efattura dal 1 luglio 2018

La fatturazione e registrazione delle operazioni Iva per cessioni di beni e prestazioni di servizi dovranno essere «emesse esclusivamente» in formato elettronico utilizzando  «il sistema di interscambio» a partire dal 1 gennaio 2019. Mentre per cessioni di benzina o gasolio per motori e per le prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici, l’obbligo dell’e-fattura scatterà dal prossimo 1 luglio 2018. Per la verifica della fedeltà fiscale il tetto dei 10mila euro per i pagamenti della Pa oltre il quale l’ente dovrà prima verificare la presenza o meno di un debito con la Agenzia entrate – riscossione scende a 5.000 euro. Nuova stretta sulle compensazioni. Le deleghe di pagamento F24 che contengono compensazioni con profili di rischio potranno essere sottoposte a controllo preventivo per almeno 30 giorni.

ECOBONUS

Scende al 50% la detrazione per le caldaie

Arriva il bonusverde, un credito d’imposta del 36% delle spese fino a 5mila euro per gli interventi di ristrutturazione e irrigazione delle aree verdi di unità immobiliari e dei condomini, così come per la copertura a verde e di giardini pensili. Proroga con alcune novità di rilievo per la riqualificazione energetica degli edifici: viene prorogato a tutto il 2018 il credito d’imposta del 65% per le singole unità immobiliari e fino al 31 dicembre 2021 per i condomini. Per alcuni beni, come finestre e caldaie a condensazione e a biomassa, la detrazione scende al 50%. Tra le novità principali la portabilità dell’ecobonus. Il credito per interventi su singole unità immobiliari potrà essere ceduto a terzi. Arriva poi il Fondo di garanzia finanziato con 50 milioni ripartiti tra Mise e Ambiente che potrebbe mettere in moto 600 milioni di lavori in casa.

LAVORO 4.0

Credito d’imposta al 50% sulle spese di formazione

Per le imprese che effettuano spese in attività di formazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020 è attribuito un credito d’imposta nella misura del 50 per cento delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente. L’incentivo è riconosciuto, fino a un importo massimo annuale di 1 milione di euro per ciascun beneficiario, per le attività di formazione pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali. Il credito d’imposta dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state effettuate le spese di formazione. In caso di indebita fruizione toccherà alle Entrate recuperare il relativo importo (maggiorato di interessi e sanzioni).

CRISI AZIENDALI

Ricollocazione incentivata durante la Cigs

Le politiche attive entrano nella gestione delle ristrutturazioni aziendali: con accordo sindacale si potrà attivare un percorso di ricollocazione “anticipato” già durante il periodo di collocamento in Cigs. In caso di ricollocazione il lavoratore risolverà il precedente rapporto. Sul piatto potrà essere messo un incentivo all’esodo detassato e decontribuito. Ci sarebbe poi un incentivo per il nuovo datore che assume il lavoratore in Cigs: otterrebbe uno sgravio contributivo del 50% fino a un tetto massimo di 4.030 euro annui, per 12 mesi o 18 a seconda se firma un contratto a termine o a tutele crescenti. Se non scatta la ricollocazione si prosegue nella Cigs; e se licenziati si va in Naspi. Il nuovo meccanismo verrebbe finanziato dal raddoppio del ticket attualmente previsto per ogni licenziato con la procedura collettiva (da 1.500 euro si passerebbe a 3mila euro.

PENSIONI

Nessuno stop sull’età. Alle donne Ape con bonus

Il premier ha annunciato che il Governo «rispetterà» la legge in materia di adeguamento automatico dei requisiti di pensionamento all’aspettativa di vita. Quindi nessuno stop per il momento all’elevamento dell’età a 67 anni dal 2019. Novità in arrivo invece per l’anticipo pensionistico delle donne. Per l’accesso all’Ape sociale verrà riconosciuto un bonus di 6 mesi per ogni figlio alle lavoratrici, con un tetto massimo a 24 mesi. Novità infine anche sull’Ape ai contrattisti. Potranno accedere all’Ape sociale anche i lavoratori con i requisiti in regola alla scadenza dell’ultimo contratto a termine a patto che abbiano cumulato almeno 18 mesi di contratti di lavoro negli ultimi tre anni

SPENDING REVIEW

Tagli ai ministeri, si parte dal 2017 con oltre 1 miliardo

La “fase tre” della spending review poggia prevalentemente su una nuova stretta selettiva alle dotazioni dei ministeri. Che per effetto del decreto fiscale varato venerdì scorso scatta già nel 2017 garantendo alle coperture una dote di quasi 1,1 miliardi con un contributo di 594 milioni del ministero dell’Economia e di oltre 224 milioni del dicastero del Lavoro. Dal 2018 per il triennio successivo i ministeri dovranno assicurare riduzione di spesa per un altro miliardo l’anno sulla falsariga di quanto già previsto dal Dpcm di attuazione della riforma del bilancio, firmato a metà estate dal premier. L’intervento di rimodulazione delle uscite dovrebbe riguardare anche il Fondo “esigenze indifferibili” ed è accompagnato da misure mirate su singoli capitoli di spesa .

INVESTIMENTI PUBBLICI 

Per enti locali in arrivo più spazi di spesa

Per sostenere gli investimenti degli enti locali la manovra apre spazi finanziari nel periodo 2018-2023, che consentono l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Per i comuni che hanno realizzato risparmi sui propri bilanci è previsto infatti un finanziamento aggiuntivo da 200 milioni che porterebbe a 900 milioni il valore del Patto nazionale. Per gli enti che invece non registrano alcun avanzo ci sarebbe un contributo diretto di circa 150 milioni per il prossimo anno. Rimborsi poi alle amministrazioni penalizzate dalla sostituzione dell’Imu sull’abitazione principale con la Tasi su tutti gli immobili. Nel 2018 la legge di bilancio stanzia nuove risorse in favore delle regioni per la riduzione del debito e per la riduzione della manovra a loro carico.

POVERTÀ E FAMIGLIA

Nuove risorse  per il Fondo  contro la povertà

Con l’ultima manovra della legislatura arriveranno 300 milioni in più nel 2018, 900 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020. Con queste risorse dal 1° gennaio del prossimo anno decollerà il Rei, il Reddito di inclusione: oscillerà dai 190 euro mensili per una persona sola fino a 485-490 euro per un nucleo con 5 o più componenti. Il Rei sarà “associabile” allo svolgimento dell’attività lavorativa ma non sarà compatibile con la fruizione da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare della Naspi o di altri ammortizzatori sociali per la disoccupazione volontaria. Parte della maggioranza ha insistito per interventi a favore delle famiglie numerose in difficoltà economica. Il nodo è reperire le risorse.